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Fattura Elettronica per Nutrizionisti e Biologi [Guida 2026]

Ultimo aggiornamento: Mer 08 lug 2026


Hai appena concluso una prima visita nutrizionale, il paziente è soddisfatto del piano alimentare e ti chiede la fattura per la detrazione. E lì partono i dubbi: la fattura deve essere elettronica o no? Il contributo ENPAB va aggiunto? Il bollo si applica? E l'invio al Sistema Tessera Sanitaria, come funziona per un biologo nutrizionista?

Se ti riconosci in queste domande, sei in buona compagnia. La fatturazione elettronica per biologi e nutrizionisti nel 2026 segue regole precise ma tutt'altro che intuitive: il divieto di fattura elettronica via SdI per le prestazioni sanitarie convive con l'obbligo di invio al Sistema TS, il regime forfettario ha le sue diciture specifiche e la parola "nutrizionista" copre tre figure professionali con obblighi diversi. Un quadro che genera confusione anche tra professionisti esperti — e che gli strumenti sbagliati rendono ancora più faticoso.

Nella guida sulla fatturazione elettronica sanitaria abbiamo affrontato il quadro generale valido per tutte le professioni; qui ci concentriamo su ciò che riguarda specificamente te: biologo nutrizionista, dietista o medico dietologo. E se stai anche valutando quale strumento adottare per gestire studio e fatture, dai un'occhiata ai migliori software per nutrizionisti.

In questa guida scoprirai come emettere fatture corrette nel 2026, come gestire ENPAB e bollo, come funziona l'invio al Sistema Tessera Sanitaria e quali errori evitare — con esempi pratici e diciture pronte da copiare.

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Fatturazione elettronica biologi e nutrizionisti 2026: il quadro normativo

La fatturazione di un nutrizionista nel 2026 si muove su tre binari distinti. Confonderli è l'errore più frequente — e anche il più costoso.

Divieto permanente di fattura elettronica via SdI per prestazioni sanitarie

Con il D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81, il divieto di emissione di fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche è diventato permanente. Non è più una proroga rinnovata di anno in anno: è la regola definitiva, motivata dalla tutela della privacy dei dati sanitari dei pazienti.

In pratica: quando effettui una prestazione sanitaria — una valutazione nutrizionale, l'elaborazione di un piano alimentare, una visita di controllo — a un paziente privato (persona fisica con codice fiscale), la fattura deve essere emessa in formato cartaceo o PDF tradizionale. Mai attraverso lo SdI.

Obbligo di invio al Sistema Tessera Sanitaria

Il divieto SdI non significa meno obblighi, ma obblighi diversi. I biologi sono tra le professioni obbligate all'invio dei dati al Sistema TS dal 2019, insieme a dietisti e alle altre professioni sanitarie iscritte agli Albi istituiti dal DM 13/03/2018. Ogni fattura emessa a un paziente privato per una prestazione sanitaria va comunicata al Sistema TS, così che la spesa confluisca nella dichiarazione dei redditi precompilata del paziente.

Dal 2025 la cadenza di invio è annuale: per i dati del 2026, la scadenza cade nel primo trimestre del 2027. Ma attenzione: accumulare centinaia di fatture a fine anno è una ricetta per errori, codici fiscali sbagliati e notti insonni. La prassi migliore è trasmettere i dati contestualmente all'emissione di ogni fattura, come spiegato nella guida su come inviare i dati alla Tessera Sanitaria.

Le sanzioni per omessa o tardiva comunicazione partono da 100€ per singolo documento, fino a un massimo di 50.000€ annui.

Quando la fattura elettronica è obbligatoria anche per te

C'è un caso in cui anche il nutrizionista deve emettere fattura elettronica via SdI: le prestazioni verso soggetti con partita IVA. Se collabori con una palestra, un centro sportivo, un poliambulatorio, un'azienda per progetti di educazione alimentare o un centro medico che ti retribuisce a fattura, quei documenti devono transitare per il Sistema di Interscambio come qualsiasi fattura B2B. Dal 2024 questo obbligo vale anche per i forfettari, senza eccezioni.

Tipo di prestazione Destinatario Formato fattura Invio a
Visita nutrizionale / piano alimentare Paziente privato (persona fisica) Cartacea / PDF Sistema TS
Consulenza per palestra / centro sportivo Soggetto con P.IVA Elettronica (SdI) Solo SdI
Educazione alimentare / docenza / progetti aziendali Azienda / ente Elettronica (SdI) Solo SdI
Prestazione sanitaria in struttura Poliambulatorio / centro medico Elettronica (SdI) SdI (+ TS se fatturi tu al paziente)

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Biologo nutrizionista, dietista o dietologo: regole diverse per figure diverse

In Italia la parola "nutrizionista" copre tre qualifiche professionali distinte, e gli obblighi di fatturazione cambiano a seconda di chi sei. È il primo punto da chiarire, perché molti dubbi nascono proprio da qui.

Figura Iscrizione Cassa previdenziale Invio Sistema TS
Biologo nutrizionista Ordine dei Biologi (sez. A) ENPAB (integrativo 4% in fattura) Obbligatorio
Dietista Albo professioni sanitarie (DM 13/03/2018) Gestione Separata INPS (rivalsa 4% facoltativa) Obbligatorio
Dietologo Ordine dei Medici ENPAM Obbligatorio

Le regole di questa guida — divieto SdI per prestazioni a privati, esenzione IVA sanitaria, invio TS, bollo — valgono per tutte e tre le figure. Cambiano invece la cassa previdenziale (e quindi il contributo da mettere in fattura) e il codice ATECO. Il dietologo, essendo medico, segue le regole della professione medica anche per gli aspetti ordinistici.

Attenzione infine ai titoli non sanitari: il "coach nutrizionale" o il tecnologo alimentare non erogano prestazioni sanitarie, quindi niente esenzione IVA sanitaria, niente Sistema TS e nessun divieto SdI. Se operi con un titolo sanitario, la tua fatturazione è un'altra cosa — ed è quella che vediamo qui.


Codice ATECO e contributo ENPAB: cosa incide sulla fattura

Il codice ATECO per biologi nutrizionisti e dietisti

Il codice ATECO tipicamente utilizzato dal biologo nutrizionista è il 86.90.29 ("altre attività paramediche indipendenti"); alcuni professionisti, su indicazione del commercialista, usano il 72.11.00 se svolgono anche attività di ricerca. Il dietista utilizza il 86.90.21 (attività paramediche). Il codice non compare in fattura, ma incide su due aspetti concreti:

  • Coefficiente di redditività per i forfettari: per i professionisti sanitari è del 78%. Su 40.000€ di fatturato, la base imponibile è 31.200€.
  • Classificazione delle prestazioni: conferma che le tue prestazioni rientrano tra quelle sanitarie esenti IVA ex art. 10.

Il contributo ENPAB del 4% (biologi nutrizionisti)

Se sei biologo nutrizionista iscritto all'ENPAB, il contributo integrativo del 4% va obbligatoriamente addebitato in fattura al paziente, come voce separata calcolata sull'onorario. Non è facoltativo e non è un costo tuo: è a carico del paziente e concorre al totale del documento (anche ai fini della soglia del bollo).

L'ENPAB prevede anche il contributo soggettivo, calcolato sul reddito professionale netto in sede di dichiarazione: quello è a carico tuo e non passa dalla fattura. Per aliquote e minimi aggiornati fai riferimento al tuo commercialista o all'area riservata ENPAB.

Se sei dietista, invece, non hai una cassa dedicata: versi i contributi alla Gestione Separata INPS e puoi (facoltativamente) addebitare in fattura la rivalsa del 4%.


Regime forfettario per nutrizionisti: le regole 2026

La grande maggioranza dei biologi nutrizionisti e dietisti liberi professionisti opera in regime forfettario. Ecco cosa devi sapere per fatturare correttamente nel 2026.

Requisiti e soglie

Per mantenere il forfettario nel 2026 servono ricavi annui non superiori a 85.000€. Se superi gli 85.000€ ma resti sotto i 100.000€, passi al regime ordinario dall'anno successivo; oltre i 100.000€ il passaggio è immediato. L'imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se rispetti le condizioni di novità dell'attività.

IVA: l'esenzione sanitaria vale comunque

Le prestazioni sanitarie di biologi nutrizionisti e dietisti — valutazioni nutrizionali, elaborazione di piani alimentari, visite di controllo finalizzate alla tutela della salute — sono esenti IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. Il forfettario aggiunge il non assoggettamento proprio del regime, ma per le prestazioni sanitarie il risultato pratico non cambia: niente IVA in fattura.

La dicitura corretta da riportare è doppia:

"Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — Regime forfettario. Prestazione sanitaria esente IVA ai sensi dell'art. 10, c. 1, n. 18, DPR 633/72."

Diverso il caso delle prestazioni non sanitarie (docenze, progetti aziendali, consulenze per palestre): lì l'esenzione sanitaria non si applica — e se sei forfettario opera comunque il non assoggettamento del regime, mentre in regime ordinario applichi l'IVA al 22%.


Come emettere una fattura corretta: guida passo-passo

Vediamo ora, campo per campo, come si costruisce la fattura di un nutrizionista nel 2026. Se è la tua prima volta in assoluto, la guida su come fare la prima fattura elettronica parte ancora più dalle basi.

Step 1 — I tuoi dati (emittente)

Nella testata devono comparire: nome e cognome, indirizzo dello studio, codice fiscale e partita IVA, iscrizione all'Ordine (per i biologi: Ordine dei Biologi, sezione A, con numero di iscrizione; per i dietisti: albo TSRM-PSTRP di riferimento).

Step 2 — I dati del paziente (destinatario)

Servono nome e cognome, codice fiscale (indispensabile per l'invio al Sistema TS) e indirizzo di residenza. Un'anagrafica pazienti ordinata qui fa la differenza: con la gestione anagrafica pazienti di un gestionale, questi dati si precompilano da soli e il codice fiscale è già validato.

Step 3 — La descrizione della prestazione

Chiara ma riservata. Formule corrette: "Valutazione nutrizionale", "Consulenza nutrizionale", "Elaborazione piano alimentare personalizzato", "Visita di controllo". Evita riferimenti a patologie o obiettivi clinici ("piano alimentare per obesità", "dieta per diabete tipo 2"): la fattura passa per commercialisti, dichiarazioni e controlli, e la riservatezza del paziente va protetta anche lì.

Step 4 — Importi e voci: un esempio concreto

Ecco la struttura tipica di una fattura per una prima visita nutrizionale da 90€ emessa da un biologo nutrizionista:

Voce Importo Note
Prima visita nutrizionale € 90,00 Onorario professionale
Contributo integrativo ENPAB 4% € 3,60 Obbligatorio, a carico del paziente
Imposta di bollo € 2,00 Dovuta: il totale supera 77,47€
Totale € 95,60 Pagamento tracciabile per la detraibilità

Step 5 — Il contributo integrativo in fattura

Per i biologi nutrizionisti il 4% ENPAB va sempre esposto come voce separata (vedi sopra). Per i dietisti, la rivalsa INPS 4% è facoltativa: se scegli di applicarla, va anch'essa indicata separatamente. In entrambi i casi il contributo concorre al totale documento ai fini della soglia bollo.

Step 6 — Il bollo da 2€

L'imposta di bollo di 2,00€ è dovuta quando il totale della fattura esente IVA supera 77,47€. Sotto soglia, niente bollo. Puoi assolverla con la marca da bollo fisica sulla copia originale, oppure in modo cumulativo con F24 (codice tributo 2501). Il bollo può essere addebitato al paziente o assorbito da te: la prassi più comune è addebitarlo.

Con visite tipicamente tra 60€ e 120€, il nutrizionista è la professione dove il bollo "a cavallo della soglia" crea più dubbi: una visita di controllo a 60€ non lo richiede, la prima visita a 90€ sì. Un software che lo applica automaticamente sopra soglia elimina il problema alla radice.

Step 7 — Le diciture obbligatorie

Riepilogo delle diciture da riportare in calce:

  • Regime forfettario: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014"
  • Esenzione IVA: "Prestazione sanitaria esente IVA ai sensi dell'art. 10, c. 1, n. 18, DPR 633/72"
  • Ritenuta d'acconto: "Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, L. 190/2014" (solo forfettari)
  • Bollo: "Imposta di bollo da 2,00€ assolta sull'originale" (se applicabile)

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Invio al Sistema Tessera Sanitaria: come funziona per biologi e dietisti

L'invio al Sistema TS è l'adempimento che genera più ansia — e quello dove gli errori costano di più. Vediamo come gestirlo senza stress. Per il quadro completo su chi è obbligato e con quali scadenze, c'è la guida dedicata all'obbligo di invio dei dati al Sistema TS.

Cosa trasmettere

Per ogni fattura sanitaria emessa a un paziente privato comunichi al Sistema TS: codice fiscale del paziente, data e numero del documento, importo, tipo di spesa (SP — spesa sanitaria) e l'eventuale opposizione del paziente.

Il diritto di opposizione del paziente

Il paziente può opporsi all'inserimento della spesa nella precompilata. In quel caso i dati vanno comunque trasmessi al Sistema TS, ma con il flag di opposizione attivo: la spesa non comparirà nel 730 precompilato. È una richiesta meno frequente che in ambito psicologico, ma capita — ad esempio per percorsi nutrizionali che il paziente preferisce non far comparire in una dichiarazione congiunta.

Le tre modalità di invio

Puoi inserire i dati manualmente sul portale Sistema TS (lento e soggetto a errori di battitura), caricare file XML (serve dimestichezza tecnica) oppure usare un gestionale collegato al Sistema TS che trasmette i dati in automatico a ogni fattura. La terza via è quella che ti fa risparmiare ore ogni mese e azzera il rischio di dimenticanze: emetti la fattura e l'invio parte contestualmente, senza doppi passaggi.

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I 7 errori più comuni nella fatturazione dei nutrizionisti

Questi sono gli errori che vediamo più spesso tra biologi nutrizionisti e dietisti. Per la casistica completa valida per tutte le professioni sanitarie, leggi anche i 12 errori da evitare nella fatturazione elettronica sanitaria.

1. Emettere fattura elettronica via SdI a un paziente privato

L'errore più grave: le prestazioni sanitarie a persone fisiche non devono mai transitare per lo SdI. Se usi un software di fatturazione generico impostato sull'invio automatico allo SdI, verifica subito le impostazioni — è un errore strutturale di chi usa strumenti non pensati per la sanità.

2. Dimenticare il contributo ENPAB in fattura

Il 4% integrativo è obbligatorio per i biologi nutrizionisti e va addebitato al paziente. Ometterlo significa versare di tasca propria un contributo che spetta alla cassa — e ricostruire a fine anno chi ha pagato cosa è un incubo. Configuralo una volta nel gestionale e lascia che si aggiunga da solo a ogni fattura.

3. Sbagliare il bollo a cavallo dei 77,47€

Con tariffe tra 60€ e 120€, alcune fatture richiedono il bollo e altre no. Applicarlo sempre (o mai) è un errore in entrambe le direzioni: la regola è il totale documento — onorario più contributo integrativo — sopra 77,47€.

4. Descrizioni troppo dettagliate

"Piano alimentare per paziente con diabete tipo 2" in fattura è un problema di privacy. La descrizione deve restare generica: "Consulenza nutrizionale" o "Elaborazione piano alimentare" bastano, e proteggono il paziente ovunque il documento circoli.

5. Trattare allo stesso modo prestazioni sanitarie e non sanitarie

La visita al paziente è sanitaria (esente IVA, TS, no SdI). La consulenza per la palestra, la docenza al corso, il progetto per l'azienda alimentare non lo sono: fattura elettronica via SdI, niente Sistema TS, niente esenzione sanitaria. Se fai entrambe le attività, tieni le due casistiche ben separate in contabilità.

6. Accumulare l'invio TS a fine anno

La scadenza è annuale, ma gestire in un colpo solo trecento fatture di dicembre è il modo migliore per collezionare scarti e codici fiscali errati. L'invio contestuale a ogni fattura, con un software con fatturazione e Sistema TS integrati, elimina il problema.

7. Non conservare le fatture in modo ordinato

Le fatture vanno conservate almeno 10 anni. I forfettari non hanno obbligo di conservazione sostitutiva digitale, ma in caso di accertamento devi poter esibire tutto, subito. Un archivio cloud con storico completo ed esportazione è la soluzione più semplice.

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Detrazione delle spese nutrizionali: cosa dire ai tuoi pazienti

"Posso scaricare la fattura?" è la domanda che ogni nutrizionista si sente rivolgere. Ecco le risposte corrette.

Le prestazioni del nutrizionista sono detraibili?

Sì. Le prestazioni sanitarie rese da biologi nutrizionisti e dietisti sono detraibili al 19% come spese sanitarie, con la franchigia complessiva di 129,11€ annui. Non serve la prescrizione medica: è sufficiente la fattura del professionista sanitario da cui risulti la natura della prestazione.

Serve il pagamento tracciabile?

Sì, dal 2020: per la detrazione il paziente deve pagare con strumenti tracciabili (carta, bonifico, assegno). I contanti fanno perdere il diritto alla detrazione. Comunicarlo ai nuovi pazienti prima del pagamento è un piccolo gesto che evita discussioni dopo.

Il ruolo del Sistema TS

Se trasmetti correttamente i dati al Sistema TS, la spesa compare in automatico nel 730 precompilato del paziente. È un servizio indiretto che offri — e uno dei motivi per cui tenere la fatturazione in ordine ripaga anche in reputazione: il paziente che ritrova la spesa nella precompilata senza muovere un dito è un paziente che torna.


Casi particolari nella fatturazione del nutrizionista

Consulenze nutrizionali online

Le visite online seguono le stesse regole di quelle in studio: fattura cartacea/PDF al privato, esenzione IVA sanitaria, invio al Sistema TS. Puoi specificare "modalità telematica" nella descrizione, ma non è obbligatorio.

Fattura a palestre, centri sportivi e aziende

È il caso B2B più frequente per i nutrizionisti: la palestra ti paga per le consulenze ai suoi iscritti, l'azienda per un progetto di benessere alimentare. Qui la fattura è elettronica via SdI (anche per i forfettari, dal 2024) e la prestazione non è sanitaria: niente Sistema TS. In regime ordinario applichi l'IVA al 22%.

Percorsi e pacchetti di visite

Se vendi un percorso (prima visita + 3 controlli), puoi fatturare ogni incontro separatamente oppure emettere un'unica fattura per il pacchetto. Ai fini della detrazione del paziente, la fattura per singola prestazione con data corretta è la scelta più pulita; se fatturi il pacchetto in anticipo, la spesa è detraibile nell'anno del pagamento. In entrambi i casi l'invio TS segue la data del documento.

Collaborazione con poliambulatori e centri medici

Se il centro fattura al paziente e ti retribuisce, emetti fattura elettronica B2B al centro (nessun invio TS da parte tua: lo fa la struttura). Se invece fatturi tu direttamente al paziente all'interno della struttura, valgono le regole ordinarie: fattura cartacea/PDF e invio TS a tuo carico. Come organizzare al meglio agenda, stanze e collaborazioni lo trovi nella guida su come gestire uno studio di nutrizione.

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Gestire a mano fatture, ENPAB, bolli e invii al Sistema TS si può fare — ma è tempo sottratto ai pazienti, con un margine di errore che nessun professionista vuole. Appuntoo è il gestionale per nutrizionisti progettato per rendere tutto questo automatico.

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Domande Frequenti

La fattura del nutrizionista è esente IVA?

Sì, se sei biologo nutrizionista o dietista e la prestazione è di natura sanitaria (valutazione nutrizionale, piano alimentare, visita di controllo): si applica l'esenzione dell'art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, in qualsiasi regime fiscale. Le prestazioni non sanitarie — docenze, consulenze aziendali, collaborazioni con palestre — non godono dell'esenzione sanitaria.

Il biologo nutrizionista deve fare la fattura elettronica?

Per le prestazioni sanitarie a pazienti privati no: vige il divieto permanente di invio allo SdI, quindi la fattura è cartacea o PDF. La fattura elettronica è invece obbligatoria verso soggetti con partita IVA (palestre, aziende, poliambulatori), anche per i forfettari.

Il nutrizionista deve inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria?

Sì. Biologi e dietisti sono tra le professioni obbligate dal 2019. Ogni fattura sanitaria a un paziente privato va comunicata al Sistema TS; la cadenza di invio è annuale, ma la prassi più sicura è trasmettere i dati a ogni fattura emessa, in automatico con un gestionale con Sistema TS integrato.

Come funziona il contributo ENPAB in fattura?

Il contributo integrativo ENPAB del 4% si calcola sull'onorario e va addebitato al paziente come voce separata: è obbligatorio per i biologi nutrizionisti. Concorre al totale del documento anche ai fini della soglia bollo. Il contributo soggettivo, invece, si versa in dichiarazione e non compare in fattura.

Quando si applica il bollo da 2€ sulla fattura del nutrizionista?

Quando il totale della fattura esente IVA supera 77,47€ (onorario più contributo integrativo). Sotto soglia il bollo non è dovuto. Puoi assolverlo con marca da bollo fisica o cumulativamente con F24, e addebitarlo al paziente o assorbirlo.

Dietista e biologo nutrizionista seguono le stesse regole di fatturazione?

Per formato fattura, esenzione IVA, bollo e Sistema TS sì. Cambiano la cassa previdenziale — ENPAB con integrativo 4% obbligatorio per i biologi, Gestione Separata INPS con rivalsa 4% facoltativa per i dietisti — e il codice ATECO (86.90.29 contro 86.90.21).

Le spese dal nutrizionista sono detraibili per il paziente?

Sì, al 19% come spese sanitarie (franchigia complessiva di 129,11€), senza bisogno di prescrizione medica, purché il pagamento sia tracciabile. Se hai inviato i dati al Sistema TS, la spesa compare automaticamente nel 730 precompilato del paziente.

Come fatturo una consulenza a una palestra o a un'azienda?

Con fattura elettronica via SdI, obbligatoria anche in regime forfettario. La prestazione non è sanitaria: niente esenzione art. 10 (in ordinario applichi l'IVA al 22%) e nessun invio al Sistema TS.


Conclusione

La fatturazione per nutrizionisti e biologi nel 2026 poggia su quattro pilastri: fattura cartacea o PDF ai pazienti privati (mai SdI), invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, contributo integrativo della propria cassa in fattura e bollo sopra i 77,47€. Una volta chiaro il quadro — e distinta l'attività sanitaria da quella B2B verso palestre e aziende — la routine diventa gestibile. E con un software che automatizza contributo, bollo e invio TS, diventa un click: il tuo tempo torna dove rende di più, sui percorsi nutrizionali dei tuoi pazienti.

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