appuntoo

Marca da Bollo sulle Fatture Sanitarie [2026]

Ultimo aggiornamento: Gio 09 lug 2026


È la voce più piccola della fattura e, allo stesso tempo, quella che genera il maggior numero di dubbi: la marca da bollo da 2 euro. Va sempre messa? Solo sopra una certa soglia? La paghi tu o il paziente? E sulla fattura elettronica come funziona? Per un professionista sanitario che emette decine di fatture al mese, sbagliare il bollo — per eccesso o per difetto — è un errore piccolo che, moltiplicato, diventa un problema.

La ragione per cui la marca da bollo riguarda proprio te che lavori in ambito sanitario è precisa: le tue prestazioni sono esenti IVA ai sensi dell'art. 10 del DPR 633/72, e l'imposta di bollo scatta esattamente sui documenti in cui l'IVA non c'è. Quello che per altri settori è un caso raro, per te è quasi la regola. Nella guida alla fatturazione elettronica sanitaria abbiamo visto il quadro generale; qui ci concentriamo su un solo adempimento, ma lo chiudiamo del tutto.

In questa guida scoprirai quando la marca da bollo è obbligatoria, come si calcola la soglia dei 77,47€, chi deve pagarla, come assolverla su fatture cartacee ed elettroniche, se è detraibile per il paziente e quali sanzioni rischi se la dimentichi — con esempi pratici e diciture pronte da copiare.

Vuoi che il bollo si applichi da solo, solo quando serve? Prova Appuntoo gratis per 14 giorni → Nessuna carta di credito · Attivazione in 2 minuti


Cos'è la marca da bollo sulle fatture

La marca da bollo — più correttamente imposta di bollo — è un'imposta indiretta dovuta su determinati documenti, disciplinata dal DPR 26 ottobre 1972, n. 642. Sulle fatture, ricevute e note di importo superiore a 77,47€ prive di IVA, l'art. 13 della Tariffa allegata al decreto prevede un'imposta fissa di 2,00€ per documento.

L'importo è di 2 euro dal 2013 (in precedenza era di 1,81€). Non cambia in funzione del valore della fattura: che la prestazione valga 80€ o 8.000€, il bollo resta di 2,00€, ma va apposto una volta per ogni documento che supera la soglia.

Il legame con la sanità è diretto. Le prestazioni sanitarie rese alla persona sono esenti IVA per l'art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72: sulla fattura non compare alcuna IVA, e proprio questa assenza fa scattare l'imposta di bollo quando l'importo supera la soglia. È il motivo per cui medici, fisioterapisti, psicologi, nutrizionisti e odontoiatri incontrano il bollo molto più spesso di qualsiasi altra categoria.

Appuntoo - Nuova fattura con voce imposta di bollo


Quando si applica: la regola dei 77,47€

La regola è una sola, e conviene impararla a memoria: imposta di bollo da 2,00€ su ogni fattura senza IVA di importo superiore a 77,47€. Sotto quella soglia, niente bollo.

La soglia di 77,47€ è l'eredità delle vecchie 150.000 lire e si riferisce al totale del documento non assoggettato a IVA, non alla singola voce. Se il totale delle somme senza IVA supera 77,47€, il bollo è dovuto; se resta pari o inferiore, non lo è.

Situazione Bollo da 2€?
Prestazione sanitaria esente IVA, totale > 77,47€
Prestazione sanitaria esente IVA, totale ≤ 77,47€ No
Fattura forfettario (non soggetta), totale > 77,47€
Fattura con IVA (prestazione imponibile o estetica) No (l'IVA sostituisce il bollo)
Fattura mista: quota esente > 77,47€ , sulla quota esente

Attenzione al calcolo della soglia: i contributi cassa contano

Un errore frequente è fermarsi al solo onorario. La soglia va verificata sul totale del documento esente, e questo include il contributo integrativo della cassa quando è previsto. Per un biologo nutrizionista il 4% ENPAB concorre al totale; per uno psicologo il 2% ENPAP fa lo stesso. Così una prestazione da 75€ che da sola non richiederebbe il bollo può superarlo una volta aggiunto il contributo. Per gli odontoiatri, che con l'ENPAM non espongono alcuna rivalsa in fattura, conta invece il solo onorario.

Le fatture miste (esente + imponibile)

Se una fattura contiene sia voci esenti (le cure) sia voci con IVA (per esempio un trattamento a fine puramente estetico), il bollo è dovuto quando la somma delle voci senza IVA supera 77,47€, indipendentemente dalle voci con IVA. Il bollo resta comunque di 2,00€ per l'intero documento, non per singola voce.


Chi paga la marca da bollo: il professionista o il paziente?

La domanda che genera più discussioni. La risposta ha due livelli.

Per legge, l'obbligo di apporre il bollo è di chi forma il documento — cioè tu, il professionista. Emittente e cliente sono peraltro obbligati in solido verso l'Erario: se il documento circola senza il bollo dovuto, entrambi ne rispondono. In pratica questo significa che, se consegni una fattura sopra soglia senza bollo, anche il paziente potrebbe doversene far carico acquistando la marca in tabaccheria e applicandola.

Nella prassi, però, è legittimo e diffusissimo addebitare il bollo al paziente come voce separata della fattura. È una scelta tua: puoi assorbirlo come costo o trasferirlo al paziente. La stragrande maggioranza dei professionisti lo addebita, indicandolo come riga distinta ("Imposta di bollo € 2,00").

Nota per i forfettari: quando addebiti il bollo al paziente, secondo i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate quell'importo concorre ai tuoi compensi e quindi al reddito imponibile (assoggettato a imposta sostitutiva secondo il coefficiente di redditività). È un dettaglio piccolo ma spesso trascurato: nel dubbio, verificalo con il commercialista.


La marca da bollo è detraibile per il paziente?

Sì, ed è una buona notizia da poter dare ai tuoi pazienti. Quando l'imposta di bollo è addebitata in fattura ed evidenziata a parte, si considera un onere accessorio della prestazione sanitaria e rientra nella spesa detraibile al 19% (con la franchigia complessiva di 129,11€), esattamente come l'onorario.

La stessa conclusione vale nel caso in cui sia il paziente ad acquistare la marca, perché ha ricevuto un documento sopra soglia privo di bollo: anche in quel caso il costo è computabile nell'onere detraibile. In altre parole, quei 2 euro non solo sono corretti da mettere in fattura: se addebitati e comunicati al Sistema Tessera Sanitaria come parte del totale, tornano al paziente sotto forma di detrazione.

Appuntoo - Lista fatture con colonna Sistema TS


Come assolvere l'imposta di bollo

Il modo in cui "paghi" il bollo dipende dal formato della fattura. E per un professionista sanitario i due formati convivono, perché le regole sono diverse a seconda del destinatario.

Fattura cartacea o PDF (prestazioni sanitarie ai privati)

Le prestazioni sanitarie verso pazienti privati non passano per il Sistema di Interscambio: la fattura è cartacea o PDF. In questo caso l'imposta di bollo si assolve con il contrassegno telematico (la marca fisica acquistata in tabaccheria), applicato sull'originale consegnato al paziente. Sulla copia che conservi si riporta l'annotazione "Imposta di bollo assolta sull'originale".

In alternativa, chi emette volumi elevati può richiedere all'Agenzia delle Entrate l'autorizzazione all'assolvimento virtuale dell'imposta di bollo (art. 15 DPR 642/72), che consente di versarla in modo cumulativo senza applicare fisicamente le marche.

Appuntoo - Invio della fattura in PDF al paziente

Fattura elettronica via SdI (prestazioni B2B e non sanitarie)

Quando emetti una fattura elettronica — verso una struttura, un'azienda, un altro studio, oppure per una prestazione non sanitaria — l'imposta di bollo si assolve in modo virtuale: nel file XML si valorizza l'apposito campo "DatiBollo" e l'Agenzia delle Entrate calcola l'importo dovuto per ogni trimestre, mettendolo a disposizione nel portale Fatture e Corrispettivi. Il versamento avviene con F24 (codici tributo 2521, 2522, 2523 e 2524, uno per trimestre) o con addebito diretto su conto. Per la compilazione del modello, le scadenze trimestrali aggiornate e cosa fare in caso di ritardo, vedi la guida su come pagare la marca da bollo con l'F24.

Trimestre Scadenza versamento Codice F24
1° trimestre (gen-mar) 31 maggio (nel 2026 slitta al 1° giugno) 2521
2° trimestre (apr-giu) 30 settembre 2522
3° trimestre (lug-set) 30 novembre 2523
4° trimestre (ott-dic) 28 febbraio dell'anno dopo 2524

Per i primi due trimestri è previsto un differimento se l'importo è contenuto: se il bollo del 1° trimestre non supera 5.000€ puoi versarlo insieme al secondo (entro il 30 settembre), e se anche la somma dei primi due resta sotto soglia il pagamento può slittare ancora. Per la maggior parte dei piccoli studi, che emettono soprattutto fatture sanitarie cartacee, il tema riguarda pochi documenti l'anno.


Le diciture da riportare in fattura

A seconda del formato, la dicitura corretta cambia leggermente:

  • Fattura cartacea/PDF: "Imposta di bollo da 2,00€ assolta sull'originale"
  • Fattura elettronica: "Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17/06/2014"
  • Se addebitata al paziente: aggiungi la voce "Imposta di bollo € 2,00" tra le righe del documento

Se la fattura resta sotto i 77,47€ non serve alcuna dicitura sul bollo: semplicemente non è dovuto.

Appuntoo - Esportazione e riepilogo fatture


Cosa rischi se dimentichi il bollo: le sanzioni

L'imposta di bollo è un adempimento minore nell'importo, ma non nelle conseguenze. In caso di omesso o insufficiente pagamento, l'art. 25 del DPR 642/72 prevede una sanzione che va dal 100% al 500% dell'imposta non versata. Su una singola fattura può sembrare poca cosa, ma su base annua, moltiplicata per il numero di documenti, diventa un rischio concreto in caso di controllo.

La buona notizia è che si può rimediare con il ravvedimento operoso, versando l'imposta dovuta con una sanzione ridotta. Per le fatture elettroniche, inoltre, è l'Agenzia stessa a calcolare e segnalare l'imposta dovuta per trimestre, riducendo il margine di dimenticanza. Il modo più sicuro per non pensarci, però, è che sia il software a sapere da solo quando il bollo va applicato.


Casi particolari

Il regime forfettario

I forfettari non applicano IVA: le loro fatture sono "non soggette" e, sopra i 77,47€, richiedono il bollo esattamente come le esenti. Vale quindi la stessa regola vista finora. L'unica accortezza in più, come anticipato, riguarda il bollo addebitato al paziente, che per i forfettari concorre al reddito imponibile secondo i chiarimenti dell'Agenzia.

Note di credito e acconti

Anche la nota di credito è un documento soggetto a bollo: se è priva di IVA e supera i 77,47€, sconta l'imposta di 2,00€. Lo stesso vale per le fatture d'acconto e per le ricevute: conta sempre l'importo del singolo documento senza IVA. Se emetti un acconto da 100€ e poi un saldo da 200€, ciascuno dei due documenti supera la soglia e richiede il proprio bollo.

Fatture verso il Servizio Sanitario o enti

Le fatture per prestazioni rese in convenzione o verso enti seguono le regole generali del bollo in base al regime IVA applicato. Se sono esenti e sopra soglia, il bollo è dovuto; se recano IVA, no. Per approfondire l'intero flusso di emissione, resta utile la guida su come fare la prima fattura elettronica.

Appuntoo - Contabilità e statistiche dello studio


Come Appuntoo gestisce la marca da bollo per te

Ricordarsi la soglia dei 77,47€ a ogni fattura, sommare i contributi cassa per capire se è superata, non dimenticarla e non applicarla dove non serve: è proprio il tipo di micro-decisione ripetitiva che un software dovrebbe togliere di mezzo. Appuntoo lo fa.

Con la fatturazione integrata, quando crei una fattura il sistema calcola il totale esente e applica automaticamente l'imposta di bollo da 2,00€ solo quando l'importo supera i 77,47€, esponendola come voce distinta. Niente calcoli a mano, niente fatture che partono senza bollo o con un bollo di troppo. I dati del paziente arrivano precompilati dall'anagrafica, così anche il codice fiscale necessario alla detrazione è già a posto, e la fattura nasce direttamente dall'appuntamento in agenda.

Adempimento Cosa fa Appuntoo
Soglia 77,47€ Calcola il totale esente e applica il bollo solo sopra soglia
Bollo in fattura Lo espone come voce separata, pronto per l'addebito al paziente
Sistema TS Invio integrato, illimitato e gratuito in tutti i piani
Archivio Storico fatture completo, ricercabile ed esportabile

C'è di più: l'invio al Sistema Tessera Sanitaria è incluso, illimitato e gratuito in ogni piano — anche in quello Free a 0€ — così la stessa fattura che nasce con il bollo corretto viene anche comunicata al Sistema TS senza costi aggiuntivi, e la spesa (bollo compreso) finisce nel 730 precompilato del tuo paziente. Le statistiche avanzate ti mostrano fatturato e andamento sempre aggiornati. I piani partono da 0€/mese e arrivano a 34,99€/mese per il Professionista, senza vincoli e con attivazione in 2 minuti.

Basta calcoli a mano sul bollo: la fattura giusta in pochi click Prova Appuntoo gratis per 14 giorni → Nessuna carta di credito · Attivazione in 2 minuti


Domande Frequenti

Quando è obbligatoria la marca da bollo sulla fattura sanitaria?

Quando la fattura è priva di IVA (prestazione esente o forfettario) e il totale supera 77,47€: in quel caso è dovuta l'imposta di bollo da 2,00€. Poiché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA, la marca ricorre nella maggior parte delle fatture sopra soglia. Sotto i 77,47€ non è dovuta.

Chi deve pagare la marca da bollo, il professionista o il paziente?

Per legge l'obbligo è del professionista che forma il documento, ma emittente e cliente sono obbligati in solido. Nella prassi è del tutto legittimo addebitare il bollo al paziente come voce separata in fattura, ed è la soluzione più adottata.

La marca da bollo si applica anche sotto i 77,47€?

No. La soglia dei 77,47€ è riferita al totale del documento senza IVA: pari o al di sotto, il bollo non è dovuto. Va però considerato il totale, contributo integrativo della cassa compreso, non il solo onorario.

La marca da bollo è detraibile per il paziente?

Sì. Se addebitata in fattura ed evidenziata a parte, l'imposta di bollo è un onere accessorio della prestazione e rientra nella spesa sanitaria detraibile al 19%, insieme all'onorario. Lo stesso vale se è il paziente ad acquistare la marca su un documento che ne era privo.

Come si applica il bollo sulla fattura elettronica?

Non si usa la marca fisica: nel file XML si valorizza il campo del bollo e l'Agenzia delle Entrate calcola l'importo dovuto per trimestre. Si versa con F24 (codici 2521-2524) alle scadenze trimestrali. Le fatture sanitarie ai privati, invece, restano cartacee/PDF e usano il contrassegno fisico sull'originale.

I forfettari devono mettere la marca da bollo?

Sì. Le fatture dei forfettari sono "non soggette" a IVA e, sopra i 77,47€, richiedono il bollo da 2,00€ come le esenti. Se il bollo è addebitato al paziente, per i forfettari concorre al reddito imponibile secondo i chiarimenti dell'Agenzia.

Serve il bollo se la fattura ha l'IVA?

No. Se sul documento è applicata l'IVA (per esempio su una prestazione non sanitaria o a fine puramente estetico), l'imposta di bollo non è dovuta su quella parte: l'IVA e il bollo si escludono a vicenda. Il bollo torna dovuto sulla eventuale quota esente sopra i 77,47€.


Conclusione

La marca da bollo sulle fatture sanitarie è un adempimento semplice, una volta chiarite le poche regole che contano: 2 euro su ogni fattura senza IVA sopra i 77,47€, soglia calcolata sul totale del documento (contributi cassa inclusi), obbligo del professionista ma addebito legittimo al paziente, detraibilità come onere accessorio, e assolvimento con marca fisica sulle cartacee o in modo virtuale sulle elettroniche. Poche righe da ricordare — che però, moltiplicate per ogni fattura, diventano un peso mentale inutile. Con un software che applica il bollo da solo, solo quando serve, e lo comunica al Sistema TS insieme al resto, quel peso sparisce del tutto.

Fatture, bollo e Sistema TS: tutto corretto in automatico, in un unico software Prova Appuntoo gratis per 14 giorni → Nessuna carta di credito · Attivazione in 2 minuti