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Consenso Informato Psicologia: 10 Punti da Includere [2026]

Ultimo aggiornamento: Gio 10 set 2026


Il consenso informato in psicologia è la decisione libera della persona di accettare una prestazione dopo averne compreso finalità, modalità, benefici attesi, limiti e possibili alternative. Nel documento devono essere riconoscibili il professionista, il destinatario, l'intervento proposto e la scelta espressa. La firma conclude un passaggio di informazione: da sola non lo realizza.

Nel tuo studio il problema può presentarsi con una domanda semplice: «Questo foglio vale anche per i colloqui online?». Oppure un genitore prenota per il figlio, un paziente chiede chi leggerà le note o una coppia vuole sapere come gestirai le comunicazioni individuali. Un modulo generico lascia aperti proprio i dubbi che contano.

Qui trovi dieci contenuti da controllare e indicazioni per adattarli al lavoro psicologico. Il quadro generale è nella guida alla Legge 219/2017 e al consenso informato sanitario; per organizzare documenti e appuntamenti puoi usare il gestionale Appuntoo per psicologi.

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Consenso informato in psicologia: cosa deve contenere

Una buona verifica parte da ciò che il paziente riesce a capire. Dopo la spiegazione, dovrebbe poterti dire quale prestazione riceverà, come si svolgerà, quali scelte restano aperte e come chiedere chiarimenti.

La tabella seguente è una checklist operativa: riunisce informazione clinica, identificazione e accordi organizzativi. Non significa che ogni riga sia un autonomo requisito testuale imposto dalla stessa norma. Alcuni elementi possono stare in documenti collegati, purché il rimando sia chiaro.

Contenuto da verificare Domanda a cui deve rispondere
1. Professionista e destinatarioChi svolge l'intervento e a favore di chi?
2. Prestazione e obiettiviChe cosa stiamo concordando?
3. Modalità e strumentiCome lavoreremo e quali attività sono previste?
4. Tempi e verificheQuanto dura l'incontro e quando rivalutiamo il percorso?
5. Benefici, disagi e alternativeQuali prospettive e limiti devo conoscere?
6. RiservatezzaQuali informazioni restano riservate e quali eccezioni esistono?
7. Compenso e organizzazioneQuali condizioni economiche e pratiche abbiamo concordato?
8. Domande, rifiuto e revocaCome posso chiarire un dubbio o cambiare decisione?
9. Documenti e scelte distinteDove trovo informativa privacy ed eventuali autorizzazioni ulteriori?
10. Decisione documentataA quale proposta si riferisce il consenso, espresso quando e da chi?

Il punto di partenza deontologico è l'articolo 24: informazione comprensibile su prestazioni, finalità, modalità e limiti della riservatezza; durata prevedibile quando possibile. Consulta il testo vigente pubblicato dal CNOP, evitando di basarti soltanto su copie del Codice trovate in vecchi moduli.

1. Identifica professionista, destinatario e ruolo di chi firma

Inserisci il tuo nome, la qualifica effettiva, l'Ordine territoriale e il numero di iscrizione, insieme ai recapiti professionali. Identifica la persona a cui è destinata la prestazione. Se interviene un rappresentante, rendi leggibili sia la sua identità sia il titolo in base al quale agisce.

Un controllo utile consiste nel leggere l'intestazione separatamente dalla firma: i due blocchi devono raccontare la stessa situazione. Il nome del genitore che paga, per esempio, non basta a descrivere chi riceve il trattamento e chi è legittimato a decidere.

Mantieni coerenti i dati tra documento e anagrafica del paziente. Puoi usare i dati già registrati per compilare il modello, controllando comunque omonimie, recapiti e informazioni aggiornate prima di consegnarlo.

Scheda anagrafica Appuntoo con dati identificativi e recapiti del paziente

Schermata dimostrativa Appuntoo. Le immagini mostrano dati e contenuti di esempio, non documentazione di pazienti reali; i modelli vanno adattati allo studio psicologico.

2. Descrivi la prestazione e gli obiettivi iniziali

Scrivere soltanto «trattamento psicologico» può essere poco informativo. Specifica se proponi una valutazione, un intervento di sostegno o un percorso di psicoterapia, nei limiti delle tue qualifiche e dell'incarico reale.

Puoi distinguere l'obiettivo del primo incontro da quello di un eventuale percorso successivo. Una formulazione esemplificativa è: «I colloqui iniziali servono a comprendere la domanda e a valutare una proposta di intervento, che sarà discussa insieme». Non presenta la prima prenotazione come accettazione di un trattamento ancora da definire.

Evita di inserire automaticamente una diagnosi che non hai formulato. Nel testo spiega ciò che puoi già proporre; nella documentazione clinica conserva valutazioni e informazioni pertinenti. L'obiettivo è rendere chiaro il mandato, senza trasformare il consenso in una relazione clinica completa.

3. Spiega modalità di lavoro e strumenti previsti

Descrivi in parole comuni come si svolgono gli incontri: colloqui individuali, momenti di restituzione, eventuali questionari o attività concordate. Se usi termini tecnici, aggiungi una spiegazione concreta di ciò che comportano per la persona.

Per esempio, «potrà essere proposta la compilazione di questionari, spiegandone lo scopo e discutendone gli esiti» è più leggibile di un elenco di sigle. Non inserire nel modulo ogni strumento disponibile nel tuo studio: indica quelli pertinenti alla proposta e aggiorna l'informazione quando il lavoro cambia.

Prepara sezioni modificabili anziché un testo che autorizza indistintamente qualunque tecnica. Quando rileggi il documento, cerca espressioni come «qualsiasi intervento ritenuto necessario»: chiediti se il paziente può davvero ricostruire, da quelle parole, ciò che avete concordato.

4. Distingui durata della seduta e durata del percorso

Indica la durata indicativa dell'incontro, la frequenza proposta e come rivaluterete il lavoro. Se la durata complessiva non è ancora stimabile, esplicitalo. Fissare una prima verifica non equivale a garantire che il percorso finirà entro un certo numero di sedute.

Un esempio organizzativo, da adattare: «Sono previsti inizialmente incontri settimanali di circa 50 minuti. Dopo i primi quattro incontri discuteremo la proposta successiva». Questi numeri illustrano una formulazione, non una durata standard o una raccomandazione clinica.

Riporta poi in agenda gli accordi effettivi. Nel calendario degli appuntamenti puoi impostare le ricorrenze; una serie prenotata resta un'organizzazione degli orari, non una prova che il paziente abbia accettato ogni futuro intervento.

5. Presenta benefici attesi, possibili disagi e alternative

Spiega quali benefici cerchi con la proposta, quali limiti ha e quali difficoltà possono essere pertinenti al caso. La pagina sul consenso informato del Centro di consulenza psicologica dell'Università di Firenze richiama benefici, rischi e disagi, alternative, possibilità di fare domande e revoca.

Evita due estremi: promettere risultati certi oppure inserire un elenco astratto di rischi che non aiuta a scegliere. Se parlare di determinati vissuti può essere emotivamente impegnativo, chiarisci come affrontare questa eventualità nel lavoro concordato, senza anticipare conseguenze uguali per tutti.

Le alternative vanno discusse in relazione alla domanda: approfondire la valutazione, considerare un altro intervento appropriato o rivolgersi a un professionista con competenze diverse. Gli elementi dell'anamnesi personalizzabile possono aiutarti a ordinare le informazioni cliniche; il consenso documenta la decisione sulla proposta che ne deriva.

Anamnesi datata nella scheda paziente di Appuntoo

Esempio dell'archivio anamnesi: i contenuti della schermata sono dimostrativi. Per la psicologia prepari sezioni e campi pertinenti al tuo lavoro.

6. Chiarisci riservatezza e limiti del segreto professionale

Il paziente deve comprendere come gestirai le informazioni. Gli articoli 11–15 del Codice deontologico disciplinano segreto, deroghe e condivisioni: gli obblighi di referto o denuncia e i gravi pericoli richiedono valutazioni specifiche, non una promessa di segretezza assoluta.

Traduci questo punto in situazioni riconoscibili: un familiare telefona, un altro professionista chiede una relazione, il paziente desidera coinvolgere una persona di fiducia. Chiarisci quali passaggi dovrai valutare prima di comunicare informazioni. Il semplice pagamento della seduta da parte di un familiare non va trattato come autorizzazione generale a raccontargli il colloquio.

Nel tuo controllo del modello, cerca soprattutto frasi troppo estese: «il paziente autorizza ogni comunicazione utile» non descrive destinatari, scopo o contenuto. Predisponi invece un modo per documentare richieste concrete, senza raccogliere autorizzazioni generiche per eventualità remote.

7. Collega compenso, disdette e condizioni organizzative

L'accordo economico merita un blocco leggibile: onorario, modalità di pagamento, eventuali ulteriori prestazioni e condizioni concordate per spostamenti o cancellazioni. Può essere un documento distinto, richiamato con precisione nel materiale consegnato.

L'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna mette a disposizione indicazioni su consenso e pattuizione del compenso e descrive anche la possibilità di raccogliere più adempimenti in un unico documento. L'organizzazione su uno o più fogli deve comunque lasciare riconoscibili i diversi contenuti.

Scrivi condizioni concrete, evitando rinvii a un listino che il paziente non ha ricevuto. Distingui le questioni economiche dalla libertà di decidere sul trattamento: discutere una disdetta non può trasformare una firma precedente in un'autorizzazione a proseguire contro la volontà attuale. Per il documento fiscale, trovi la guida alla fatturazione dello psicologo.

8. Rendi comprensibili domande, rifiuto e revoca

Inserisci la possibilità di chiedere chiarimenti e di rivedere la propria decisione. L'articolo 1 della Legge 219/2017 tutela rifiuto e revoca e ne prevede la documentazione. Le informazioni sulle conseguenze e sulle alternative accompagnano la decisione.

Nel modello puoi prevedere uno spazio per ciò che la persona vuole chiarire prima di scegliere. Se non accetta una parte della proposta, documenta quale: scrivere soltanto «consenso acquisito» nasconde un'informazione utile per il prossimo incontro.

Quando cambia la volontà, annota la comunicazione e i passaggi successivi pertinenti. Il diario clinico digitale aiuta a mantenere la sequenza delle note; una registrazione accurata deve distinguere proposta, spiegazione e decisione, senza limitarsi a una casella spuntata.

9. Separa consenso alla prestazione e informativa privacy

Il consenso al trattamento psicologico riguarda l'intervento sulla persona. L'informativa privacy descrive il trattamento dei suoi dati. Il Garante chiarisce che, nelle condizioni dell'articolo 9.2.h e 9.3 GDPR, il professionista sanitario soggetto al segreto non richiede il consenso privacy per i dati necessari alla prestazione sanitaria richiesta; resta l'obbligo di informare. Finalità ulteriori richiedono una distinta base giuridica. Il riferimento è nei chiarimenti del Garante del 7 marzo 2019.

Operativamente, assegna ai blocchi titoli diversi: «Informazioni sull'intervento», «Decisione sul trattamento», «Informativa sul trattamento dei dati». Anche dentro un unico documento, il lettore deve riconoscere dove riceve un'informazione e dove esprime una scelta.

Se desideri documentare la consegna dell'informativa, chiamala per quello che è. Una presa visione non è un consenso indistinto a qualsiasi uso dei dati. Valuta separatamente attività ulteriori come registrazioni destinate alla formazione o comunicazioni promozionali.

10. Documenta proposta, data e volontà espressa

Rendi identificabile la versione del testo consegnato, la data e la persona che esprime il consenso. Dopo il confronto, registra gli eventuali chiarimenti o adattamenti: un modello serve a non dimenticare i passaggi, ma la sua compilazione deve rispecchiare il colloquio reale.

La Legge 219/2017 prevede documentazione scritta, videoregistrazioni o, per le persone con disabilità, dispositivi che consentano di comunicare. Non ridurre quindi tutte le situazioni alla sola firma manuale; scegli il percorso documentale appropriato e verifica le regole specifiche applicabili.

Prima di archiviare, controlla nomi, pagine, eventuali campi rimasti vuoti e coerenza tra testo e decisione. Conserva la versione effettivamente utilizzata: aggiornare oggi il modello dello studio non deve rendere incomprensibile ciò che era stato concordato ieri.

Cartella clinica Appuntoo con annotazioni ordinate per data

La schermata dimostrativa mostra l'ordine cronologico delle note. Nel tuo studio annoti i contenuti clinici e i passaggi informativi pertinenti al singolo percorso.

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Consenso informato per minori e genitori separati

Con un minorenne devi chiarire chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela e valorizzare la partecipazione del ragazzo alla decisione. L'articolo 3 della Legge 219/2017 richiede informazioni adeguate alla capacità di comprensione e considera la volontà del minore in relazione a età e maturità. L'articolo 31 del Codice deontologico disciplina il consenso per minori e persone interdette, con eccezioni specifiche.

Nella situazione ordinaria in cui entrambi i genitori esercitano la responsabilità sulle decisioni sanitarie, acquisisci il consenso di entrambi. Le FAQ dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte affrontano anche i casi di separazione: il fatto che un genitore accompagni il figlio non autorizza a presumere che l'altro non abbia un ruolo. In presenza di provvedimenti giudiziari, verifica il contenuto effettivo e i poteri attribuiti.

La tua procedura iniziale può prevedere questi controlli:

  • identificare il minore e chi chiede l'appuntamento;
  • verificare responsabilità e rappresentanza, acquisendo la documentazione necessaria;
  • fornire ai soggetti legittimati le informazioni sulla proposta;
  • parlare con il minore usando un linguaggio adeguato;
  • documentare consensi, volontà espressa e questioni ancora aperte.

Se emerge un dissenso tra genitori, non risolverlo con una dichiarazione generica dell'accompagnatore. Prima dell'intervento ordinario verifica il percorso applicabile con il tuo Ordine o un legale competente. I casi urgenti, gli interventi disposti dall'autorità e le situazioni previste da norme speciali richiedono una valutazione propria: non sono scorciatoie da inserire in un modulo standard.

Anche in una scuola bisogna chiarire questo passaggio: le indicazioni dell'Ordine Emilia-Romagna sullo sportello di ascolto richiamano il consenso preventivo dei titolari della responsabilità genitoriale. Una prestazione rivolta al singolo alunno non va confusa con una generica attività informativa per la classe.

Cosa aggiungere per le sedute psicologiche online

La distanza cambia alcune condizioni pratiche che devi spiegare. Le indicazioni dell'Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana sulle prestazioni online richiamano consenso, identificazione e limiti della riservatezza collegati al mezzo utilizzato.

Nel materiale per il paziente specifica la piattaforma e le modalità di accesso, come gestire una connessione interrotta, quali contatti utilizzare e in quali tempi rispondi. Concorda un ambiente che permetta di parlare senza essere ascoltati da altri e chiarisci la gestione di eventuali presenze nella stanza.

Un esempio di accordo tecnico è: «Se la connessione si interrompe, proviamo a ricollegarci; se il problema continua, ci contattiamo al recapito concordato per decidere come procedere». Completa l'indicazione con ciò che sei effettivamente in grado di garantire. Non lasciare intendere che una chat organizzativa sia un servizio di assistenza continuativa.

Se passi dalla presenza alla distanza, confronta la nuova proposta con ciò che era stato spiegato. Cambiamenti di metodo o finalità richiedono nuova informazione e consenso pertinente; il CNOP affronta questa distinzione nella pagina sulle prestazioni a distanza e il consenso informato. Documentare gli accordi tecnici resta una buona pratica anche quando il percorso clinico prosegue invariato.

Appuntoo con frequenza settimanale e anteprima degli appuntamenti ricorrenti

Gli appuntamenti ricorrenti organizzano gli orari concordati. La funzione di agenda non costituisce consenso al trattamento o piattaforma di videochiamata.

Coppie, gruppi e interventi richiesti da terzi

Quando al colloquio partecipano più persone, chiarisci chi sono i destinatari e quale lavoro proponi. Per una coppia, per esempio, affronta in anticipo la gestione delle comunicazioni individuali, delle eventuali sedute separate e delle richieste di documentazione.

Per i gruppi, esplicita le regole di partecipazione e di riservatezza. Nei casi in cui chi commissiona il lavoro è diverso da chi lo riceve, rendi comprensibili scopo e destinatari delle restituzioni: sono temi richiamati dagli articoli 14 e 32 del Codice.

Immagina un'azienda che finanzia un intervento per un dipendente. Prima di iniziare, occorre distinguere il pagamento del servizio da ciò che verrà eventualmente comunicato al committente. La formula «il servizio è offerto dall'azienda» non chiarisce da sola chi leggerà quali informazioni.

Se lavori con altri professionisti, collega il contenuto del documento all'organizzazione reale dello studio. Nella gestione dei collaboratori puoi organizzare account e ruoli; devi poi verificare che accessi e incarichi corrispondano alle responsabilità effettive. Una spiegazione accurata al paziente perde valore se i documenti vengono condivisi senza un criterio coerente.

Come conservare il consenso e aggiornarlo nel tempo

L'articolo 17 del Codice vigente prevede almeno cinque anni di conservazione della documentazione del rapporto dopo la sua conclusione, salvo norme specifiche. È un termine minimo deontologico, non un ordine di cancellare tutto al quinto anno: determina i tempi applicabili considerando documento, contesto e ulteriori obblighi.

Nella pratica, collega consenso, eventuali integrazioni e annotazioni alla stessa persona. Usa nomi comprensibili, per esempio «Consenso intervento individuale – data» e «Integrazione modalità online – data». Conserva il testo originario e rendi riconoscibili le modifiche successive.

Organizza anche il collegamento con gli originali cartacei: un riferimento al raccoglitore o al sistema di archiviazione evita di doverli cercare in tutta la stanza. Una scansione leggibile è utile per consultare il documento, ma il semplice caricamento non autorizza automaticamente a distruggere l'originale.

Non esiste nella Legge 219/2017 una scadenza annuale universale del consenso. Il controllo deve seguire la proposta e la volontà attuali: un nuovo obiettivo, un diverso intervento o una revoca richiedono attenzione anche se il foglio è recente. Per inserire questi controlli nella routine, consulta la guida su come organizzare uno studio di psicologia.

Sezione allegati Appuntoo con nomi dei documenti, date e impostazioni di visibilità

Gli allegati riuniscono i file nella scheda. Verifica la visibilità assegnata a ciascun documento e conserva gli originali secondo le regole applicabili.

Come Appuntoo ti aiuta a gestire il consenso informato

Appuntoo è la scelta consigliata per lo psicologo che vuole gestire documenti, pazienti, agenda e fatturazione nello stesso ambiente. Un vantaggio concreto è il Sistema Tessera Sanitaria gratuito e illimitato in tutti i piani, anche Free: insieme ai documenti organizzi anche la parte amministrativa, senza un costo aggiuntivo per gli invii TS.

Prepara modelli riutilizzabili per il tuo studio

Con i modelli di certificati e consensi imposti i testi e i segnaposto per i dati di paziente, studio e professionista. Dalla scheda puoi generare i documenti necessari anche insieme, senza ricopiare ogni volta l'intestazione.

Per partire, prepara pochi modelli riconoscibili: informazione e consenso per l'intervento che svolgi abitualmente, informativa privacy e accordo economico. Controlla la prima generazione su dati dimostrativi: nome, recapiti, contenuti, spazi firma e riferimenti agli altri documenti devono risultare corretti.

Il vantaggio è avere una base ordinata che resta sotto il tuo controllo. La personalizzazione del testo e la valutazione del caso spettano a te: il gestionale non certifica che il paziente abbia compreso l'intervento.

Registra la firma dopo averla raccolta

Il flusso verificato è semplice: stampi il documento, raccogli la firma autografa, conservi l'originale cartaceo e confermi «Ho acquisito la firma». Nella scheda lo stato passa da «Non firmato» a «Firmato».

Appuntoo registra l'avvenuta raccolta: non è una firma digitale o qualificata integrata e non offre, con questo passaggio, conservazione a norma dell'originale. Puoi rimuovere la registrazione con conferma esplicita; tale modifica tecnica non documenta da sola una revoca del consenso, che va descritta nel suo contesto.

Avviso Appuntoo sulla firma autografa e pulsante Ho acquisito la firma

La conferma dichiara che la firma sul documento stampato è già stata raccolta. Stampa e conservazione dell'originale restano al professionista.

Collega documenti, appuntamenti e amministrazione

Le conferme e i promemoria email sono gratuiti e illimitati in tutti i piani. Controlla recapiti e destinatari prima di attivarli: la comunicazione organizzativa deve arrivare alla persona corretta. Le prenotazioni online permettono di ricevere richieste che approvi o rifiuti tu; la richiesta di un orario resta distinta dall'acquisizione del consenso clinico.

La fatturazione con invio al Sistema TS riunisce un altro passaggio ricorrente. Il piano Free costa 0 euro e comprende un account e fino a 30 pazienti; Professionista costa 34,99 euro al mese più IVA con pazienti illimitati; Studio costa 79,99 euro al mese più IVA e arriva a 30 account. Tutti i dettagli sono nei piani e prezzi Appuntoo.

La prova dura 14 giorni senza carta di credito. Puoi usarla per verificare l'intero flusso con dati dimostrativi: preparazione del modello, generazione, stampa, registrazione della firma e consultazione della scheda. È un controllo concreto dell'organizzazione che userai nel tuo studio.

Domande frequenti

Il consenso informato dello psicologo è obbligatorio già al primo colloquio?

Prima di una prestazione psicologica devi fornire le informazioni pertinenti e acquisire il consenso previsto. Anche una valutazione iniziale è una prestazione. Una telefonata dedicata soltanto a orari e disponibilità ha contenuto diverso: conta l'attività effettivamente svolta, non il nome dato all'incontro.

Basta far firmare un modulo generico?

No. Il testo deve riferirsi alla prestazione proposta e accompagnare una spiegazione comprensibile. Un elenco indistinto di tecniche o una formula che autorizza ogni trattamento non chiariscono ciò che il paziente sta accettando. Il modello va adattato alla situazione reale.

Il consenso alla psicoterapia è uguale al consenso privacy?

No. Il primo riguarda la prestazione, l'informativa privacy riguarda i dati. Per i dati necessari alla cura, alle condizioni chiarite dal Garante, il consenso privacy non è richiesto; l'informazione resta obbligatoria. Eventuali finalità ulteriori devono essere valutate separatamente.

Per un minore basta la firma del genitore che lo accompagna?

Non puoi presumerlo. Verifica chi esercita la responsabilità genitoriale e gli eventuali provvedimenti. Nel caso ordinario di responsabilità esercitata da entrambi sulle decisioni sanitarie, acquisisci entrambi i consensi. Considera anche la volontà del minore secondo età e maturità; dissensi ed eccezioni richiedono una valutazione specifica.

Il consenso informato in psicologia va rinnovato ogni anno?

Non c'è una scadenza annuale universale nella Legge 219/2017. Devi mantenere coerenti informazione, proposta e volontà della persona. Modifiche rilevanti al percorso o una nuova decisione richiedono documentazione pertinente, indipendentemente dal tempo trascorso dalla prima firma.

Per le sedute online serve un consenso diverso?

Devi spiegare le condizioni della prestazione a distanza. Se cambiano metodo o finalità, acquisisci il consenso alla nuova proposta. Se cambia soltanto la modalità di collegamento, verifica l'informazione già fornita e documenta gli accordi tecnici, di riservatezza e comunicazione.

Appuntoo permette di preparare e controllare i consensi?

Sì. Puoi creare modelli, generare documenti intestati e vedere lo stato della firma registrata nella scheda. Raccogli la firma su carta e conservi l'originale, poi ne confermi l'acquisizione nel software. Il controllo documentale accompagna il confronto con il paziente.

Organizza il prossimo primo colloquio

Rileggi il modulo che usi oggi seguendo i dieci punti: elimina formule generiche, chiarisci la prestazione e rendi riconoscibili le decisioni. Poi prepara il percorso con cui colleghi documento, spiegazione e archivio. Il risultato utile è poter ricostruire cosa avete concordato, senza affidarti alla memoria o a file sparsi.

Porta ordine nei consensi e nella gestione quotidiana del tuo studio psicologico. Prova Appuntoo gratis per 14 giorni → Nessuna carta di credito · Attivazione in 2 minuti