La fattura di acconto documenta una parte del compenso per una prestazione, incassata prima del saldo. Per un professionista sanitario, ricevere un anticipo su un ciclo di cure comporta normalmente l'emissione della fattura per quella somma: non puoi aspettare la fine del percorso solo perché restano visite da svolgere.
Il dubbio nasce spesso al secondo pagamento. Hai concordato 600 euro, ne hai già fatturati 200 e il paziente versa il resto: devi scrivere 600 o 400 euro? E il bollo pagato sull'acconto copre anche il saldo? Un errore in questo passaggio può gonfiare il fatturato e duplicare la spesa comunicata al Sistema Tessera Sanitaria.
Una buona gestione della fatturazione sanitaria parte dalla distinzione tra importo concordato, fatture emesse e denaro ricevuto. Questa guida approfondisce il caso degli anticipi; per il processo complessivo puoi leggere anche come organizzare i pagamenti nello studio medico.
Qui trovi esempi di acconto e saldo, criteri per scegliere il formato della fattura e controlli su IVA, bollo e Sistema TS. Gli importi sono simulazioni didattiche, non tariffe consigliate. Le regole descritte riguardano la normale attività professionale in Italia; regimi speciali e accordi complessi richiedono una verifica specifica con il commercialista.
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Fattura di acconto e saldo: la regola in un esempio
Immagina un percorso sanitario concordato a 600 euro di compenso, senza IVA perché ricorrono i requisiti di esenzione. Il paziente paga 200 euro all'inizio e 400 euro in seguito. I compensi documentati dalle due fatture devono sommarsi a 600 euro, senza ricomprendere due volte i primi 200.
Il riepilogo economico del percorso può continuare a mostrare 600 euro come prezzo complessivo. Questo non significa che la seconda fattura debba certificare altri 600 euro: altrimenti avresti documentato 800 euro di compensi per una prestazione che ne costa 600.
La prima distinzione da fare è però un'altra: l'importo totale è già stato fatturato? Se hai emesso in anticipo un'unica fattura da 600 euro e il paziente la paga a rate, registri i pagamenti di quella fattura. Non emetti ulteriori fatture per gli stessi compensi. Un acconto ancora da fatturare e un pagamento parziale di una fattura già emessa sono situazioni diverse.
Quando emettere la fattura di acconto
Il riferimento è l'articolo 6 del DPR 633/1972: nelle normali prestazioni professionali, il pagamento del corrispettivo individua il momento di effettuazione dell'operazione; un pagamento parziale rileva per la quota ricevuta. Anche l'emissione anticipata di una vera fattura può anticipare tale momento, limitatamente alla somma fatturata. Per il quadro generale puoi consultare la nostra guida alla fatturazione sanitaria.
Per la fattura immediata, la regola generale dell'articolo 21 prevede l'emissione entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione. La guida ufficiale dell'Agenzia delle Entrate alla fattura elettronica, nella sezione dedicata anche a TD02 e TD03, richiama questo termine e le deroghe previste dalla legge.
Operativamente, emettere e consegnare la fattura quando ricevi l'acconto rende il controllo più semplice. Se la emetti successivamente, gestisci correttamente la data dell'operazione e quella di emissione secondo il formato utilizzato. Il termine di fatturazione non coincide con la scadenza di trasmissione dei dati al Sistema TS.
Un bonifico ricevuto prima della prima visita
Supponi che il paziente versi l'acconto il 2 settembre e che la prima seduta sia fissata per il 15 settembre. Se quella somma remunera in anticipo una prestazione individuata, non aspetti il 15 settembre per far partire il conteggio: il riferimento è l'incasso del 2 settembre.
Una ricevuta di disposizione del bonifico non prova necessariamente che il denaro sia già arrivato. Controlla l'effettivo accredito e conserva un riferimento che permetta di collegare il movimento al paziente. Se la causale è vaga, chiarisci a quale prestazione si riferisce prima di compilare la descrizione fiscale.
Più acconti sullo stesso percorso
Se il compenso non è già stato interamente fatturato, ogni nuovo anticipo ricevuto va documentato per la propria quota. La numerazione segue il sistema progressivo adottato dallo studio: non devi inventare un numero ripetuto “perché è lo stesso paziente”.
Conserva separatamente l'accordo economico e i documenti fiscali. L'accordo spiega quanto resta da versare; le fatture spiegano che cosa è già stato documentato. Nella scheda paziente di Appuntoo puoi ritrovare lo storico delle fatture senza cercare tra email e cartelle sparse.

Acconto, caparra, proforma e ritenuta: quattro concetti diversi
Usare la parola corretta evita di scegliere una procedura fiscale sbagliata. L'acconto è una parte del prezzo. La caparra confirmatoria, quando validamente pattuita con quella funzione, serve invece a garantire l'adempimento dell'accordo. Non basta scrivere “caparra” nella causale per trasformare un anticipo sul compenso in una somma estranea al corrispettivo.
L'articolo 1385 del Codice civile prevede che, in caso di adempimento, la caparra venga restituita o imputata alla prestazione dovuta. La qualificazione dipende dall'accordo e dalla funzione della somma; se viene imputata al prezzo, assume rilevanza come corrispettivo. Per una politica di prenotazione o cancellazione, concorda quindi l'inquadramento prima di usare diciture standard.
La proforma è una richiesta di pagamento priva della funzione fiscale della fattura. Può aiutarti a comunicare quanto versare, ma una volta ricevuto un vero acconto non sostituisce il documento da emettere. Anche un preventivo accettato prova l'accordo economico, non l'avvenuta fatturazione.
La ritenuta d'acconto, infine, è una trattenuta fiscale sul compenso quando ricorrono i presupposti. Non è il pagamento anticipato di cui parla questa guida. Nella normale fattura a un paziente privato non applichi la ritenuta solo perché scrivi “acconto”: il paziente non opera come sostituto d'imposta. Per le differenze con i compensi corrisposti da strutture, sono utili le FAQ fiscali dell'Ordine dei medici di Firenze.
Come compilare una fattura di acconto sanitaria
La parola “acconto” non alleggerisce i dati necessari. Il documento deve identificare emittente, destinatario, operazione, data e importo con la stessa cura di una fattura ordinaria. Per il paziente verifica i dati anagrafici e fiscali, senza affidarti soltanto al nome che compare sul bonifico.
Nella descrizione indica a quale prestazione si riferisce la quota, che si tratta di un acconto e, quando presente, il riferimento dell'accordo economico. Per esempio: “Acconto sul ciclo di prestazioni fisioterapiche concordato il 1° settembre 2026”. Una descrizione così permette di ricostruire il rapporto senza inserire diagnosi o dettagli clinici superflui.
Chi organizza percorsi di più sedute può affiancare alla documentazione economica il gestionale per fisioterapisti, mantenendo distinti appuntamenti effettuati, somme ricevute e fatture. Pagare in anticipo non significa che le sedute siano già state svolte.
Prima di confermare controlla questi elementi:
- Numero e data: identificano quel documento, anche se ne esistono altri sullo stesso percorso.
- Destinatario: deve essere coerente con la prestazione e con l'intestazione fiscalmente corretta.
- Compenso dell'acconto: è la quota che stai documentando, non l'intero preventivo.
- Trattamento IVA e contributi: dipendono dalla prestazione e dal tuo inquadramento.
- Bollo: verifica se è dovuto su quel documento e come viene assolto.
- Pagamento: metodo, data effettiva e stato devono riflettere quanto è accaduto.
In Appuntoo puoi aggiungere prestazioni da modello o scriverne la descrizione, impostare imponibile, quantità, IVA/natura e cassa, poi controllare il riepilogo. L'anteprima serve anche a rileggere il riferimento all'acconto prima di consegnare il documento.

IVA sull'acconto: segui la prestazione e il regime fiscale
Un anticipo non è automaticamente soggetto al 22%, né automaticamente esente perché proviene da un paziente. Devi inquadrare la prestazione che remunera. L'articolo 10, primo comma, numero 18 del DPR 633/1972 collega l'esenzione alle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie previste dalla norma.
Se ricorrono i requisiti dell'esenzione, la quota di acconto segue quel trattamento. Se remunera un'attività imponibile, la relativa IVA va considerata anche nell'anticipo. Un accordo che comprende attività diverse richiede di individuare le quote e il relativo trattamento: non attribuire un'esenzione indistinta all'intero importo solo perché lo studio svolge anche attività sanitaria.
Se aderisci al regime forfettario, il mancato addebito dell'IVA deriva dal tuo regime e richiede le diciture pertinenti. Non copiare automaticamente la formula di un collega in regime ordinario. La guida alla fatturazione dei professionisti sanitari forfettari spiega anche la differenza tra natura N2.2 e N4 nei documenti elettronici.
Contributo integrativo di cassa e rivalsa previdenziale vanno verificati sulla tua posizione. Non esiste una percentuale universale per tutti i sanitari. Negli esempi seguenti usiamo un fisioterapista in regime ordinario che non addebita la rivalsa facoltativa: così il calcolo resta leggibile e non suggerisce una cassa inesistente o un contributo obbligatorio uguale per tutti.
Esempio compilato: 200 euro di acconto e 400 di saldo
Consideriamo un ciclo di prestazioni fisioterapiche con i requisiti di esenzione IVA. Il compenso complessivo concordato è 600 euro; il bollo, quando dovuto, viene addebitato al paziente in aggiunta. Nessuna fattura è stata emessa prima dell'acconto.
Il 2 settembre 2026 il paziente versa 202 euro con bonifico: 200 euro di compenso e 2 euro di bollo. Emetti contestualmente la fattura n. 81/2026. Il nome del paziente e i dati dello studio devono essere completati con quelli effettivi; qui mostriamo le voci economiche e la descrizione, non dati personali inventati.
La dicitura sul bollo deve corrispondere al modo in cui lo hai realmente assolto. “Imposta di bollo assolta sull'originale” si usa quando esiste l'originale con il contrassegno; non scriverlo per sostituire un adempimento ancora da eseguire.
Il 7 settembre il paziente versa il saldo. Emetti la fattura n. 86/2026: il numero è diverso perché nel frattempo lo studio ha fatturato altre prestazioni. I 400 euro rappresentano il compenso ancora da documentare. Il totale di questa seconda fattura è 402 euro, compreso il suo bollo.
Puoi aggiungere una nota riepilogativa: “Compenso complessivo 600,00 euro; quota già fatturata 200,00 euro; compenso della presente fattura 400,00 euro”. È una spiegazione del saldo, non una seconda voce di addebito da 600 euro.
Il controllo finale è semplice: 200 + 400 = 600 euro di compensi; 202 + 402 = 604 euro pagati, perché i due bolli ammontano a 4 euro. Non sottrarre 202 dal compenso di 600: mescoleresti compenso e imposta di bollo. Se l'accordo prevedesse invece un importo complessivo comprensivo degli oneri, dovresti ricalcolare le quote coerentemente con quell'accordo.
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La marca da bollo serve anche sul saldo?
Sì, quando anche la fattura di saldo soddisfa i presupposti. Per una normale fattura sanitaria esente IVA, il bollo è di 2 euro se l'importo supera 77,47 euro. La soglia riguarda ciascun documento: non il valore totale del ciclo, né la somma mensile pagata dallo stesso paziente.
La guida dell'Agenzia delle Entrate alle spese sanitarie conferma importo, soglia e detraibilità del bollo quando è pagato dal cliente ed evidenziato separatamente. Nell'esempio da 200 più 400 euro, entrambi i documenti richiedono il proprio bollo.
Se l'acconto fosse di 50 euro e il saldo di 150 euro, nelle medesime condizioni e senza altre voci, il primo documento non supererebbe la soglia, mentre il secondo sì. Se l'importo fosse esattamente 77,47 euro, la soglia non sarebbe superata. Considera però eventuali contributi o ulteriori voci che incidono sul calcolo.
Per le modalità di assolvimento consulta la guida sulla marca da bollo nelle fatture sanitarie. Il bollo della fattura fuori SdI non si gestisce automaticamente con la procedura prevista per le fatture elettroniche: la stessa Agenzia distingue il bollo sulle e-fatture dal bollo virtuale autorizzato.
La fattura di acconto sanitaria va allo SdI?
Il fatto che sia un acconto non cambia il canale fiscale. Devi guardare al destinatario e alla prestazione. Per una prestazione sanitaria resa a una persona fisica, la fattura resta fuori dal Sistema di Interscambio: la produci in formato analogico, anche predisponendola con un gestionale e consegnandone la copia in formato digitale secondo le modalità applicabili.
L'articolo 2 del decreto legislativo 81/2025 ha reso strutturale il divieto eliminando il riferimento ai singoli anni. Non esiste quindi una deroga generale per l'acconto sanitario nel 2026. Il Garante chiarisce inoltre che l'opposizione del paziente al Sistema TS non autorizza l'invio allo SdI.
Il caso cambia quando fatturi una prestazione professionale a una società o a un'altra struttura committente, secondo le regole delle operazioni tra operatori economici. La fattura elettronica di quel rapporto non diventa una spesa del paziente da inviare al TS da parte tua. Anche la partita IVA posseduta dal paziente, però, non trasforma automaticamente una sua cura personale in un servizio acquistato per l'attività.
TD02 o TD03: quando conta il tipo documento
Nel tracciato della fattura elettronica, TD02 identifica l'acconto/anticipo su fattura e TD03 l'acconto/anticipo su parcella, secondo la guida ufficiale dell'Agenzia citata sopra. Per un anticipo professionale, TD03 è quindi il codice specifico da valutare nel flusso di compilazione pertinente.
Questi codici riguardano il documento elettronico: non sono codici del Sistema TS e non vanno cercati come requisito della fattura sanitaria analogica al paziente. Non confonderli neppure con il tipo di spesa sanitaria o con i codici natura IVA. Il software utilizzato deve gestire il formato richiesto per l'operazione effettiva.

Acconto e Sistema TS: comunica la spesa effettivamente pagata
Se rientri tra i soggetti obbligati e l'operazione è da comunicare, anche un acconto pagato relativo a una spesa sanitaria entra nel flusso TS. Il punto da mantenere coerente è la data del pagamento, insieme all'importo e agli estremi del documento. Non aspettare il completamento del ciclo per ricostruire tutto a memoria.
Le specifiche del Ministero dell'Economia e delle Finanze per il Sistema TS distinguono identificativo del documento, data di emissione, data di pagamento e voci di spesa. Nell'esempio con due fatture interamente pagate, conservi due documenti e i relativi incassi: acconto da 202 euro e saldo da 402 euro, con le voci correttamente classificate, compresi gli oneri pertinenti.
Non comunichi prima l'acconto e poi nuovamente l'intero prezzo di 600 euro come se fosse un nuovo pagamento. Non anticipi nemmeno un saldo che deve ancora arrivare. Per il procedimento di trasmissione trovi un approfondimento nella guida su come inviare i dati alla Tessera Sanitaria.
Se una sola fattura viene pagata in più momenti
Questo caso richiede una gestione specifica degli incassi parziali. Una fattura da 600 euro pagata soltanto per 200 euro non va dichiarata integralmente incassata. Prima dell'invio verifica con il commercialista e con le istruzioni del sistema usato come rappresentare le quote e mantenere corretti gli identificativi.
Non cambiare arbitrariamente la numerazione fiscale e non creare fatture duplicate per adattarti a una schermata. La procedura di due fatture dell'esempio funziona perché ogni quota è fatturata separatamente e pagata per intero; non dimostra che ogni gestionale gestisca anche pagamenti parziali sulla medesima fattura.
Tracciabilità e detrazione del paziente
Per le normali prestazioni di uno studio privato non accreditato, la tracciabilità richiesta ai fini della detrazione va rispettata anche sull'acconto. Se la prima quota è pagata in contanti, un saldo successivo con carta non rende retroattivamente tracciato quel primo versamento.
La FAQ dell'Agenzia delle Entrate sulla tracciabilità delle spese sanitarie ricorda anche le eccezioni, tra cui medicinali, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o private accreditate al SSN. La comunicazione TS e il diritto alla detrazione restano due verifiche distinte: l'invio non garantisce da solo il beneficio fiscale.

Se il percorso cambia o l'acconto viene restituito
Il pagamento anticipato non impedisce che il percorso venga modificato o interrotto. In quel momento devi ricostruire tre dati: prestazioni effettivamente dovute, somme già fatturate e denaro da restituire o ancora da ricevere. L'eventuale somma trattenuta deve avere un fondamento nell'accordo e nel caso concreto, non nella sola presenza della parola “acconto”.
Se occorre rettificare il documento fiscale, valuta la nota di credito e i relativi presupposti. Se restituisci denaro al paziente, conserva anche la prova del rimborso. Sono operazioni collegate ma diverse: una nota di credito documenta una variazione, il bonifico restituisce materialmente una somma.
Per gli importi già comunicati al TS, verifica anche la comunicazione del rimborso prevista dalle specifiche. Cancellare un invio non è il modo generico per rappresentare un rimborso reale. La guida su come correggere una fattura già emessa distingue documento fiscale, rettifica della comunicazione e restituzione economica.
Un caso frequente è la riduzione del percorso da 600 a 450 euro dopo un acconto di 200 euro. Se l'accordo viene correttamente rideterminato e non esistono altre voci, il compenso residuo è 250 euro. Annotare il motivo della variazione evita che qualcuno chieda automaticamente i 400 euro del preventivo iniziale. Il bollo e gli eventuali altri oneri vanno poi ricalcolati sul documento effettivo.
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Il vantaggio concreto, quando ricevi un acconto, è poter ritrovare il contesto del paziente e controllare i documenti già emessi prima di prepararne un altro. Nella pagina sulla fatturazione e sugli stati degli invii TS trovi il flusso disponibile: compilazione delle prestazioni, calcolo del riepilogo, anteprima, invio del documento per email e trasmissione dei dati al TS con storico.
Organizza i documenti e il calendario
Per ogni quota crea il documento coerente con l'importo da fatturare e inserisci un riferimento riconoscibile. Prima del saldo, consulta lo storico e calcola quanto è già stato documentato. Appuntoo mostra gli stati Pagata/Non pagata della fattura e gli stati dell'invio TS, due informazioni da controllare separatamente.
Con l'agenda per i cicli di appuntamenti programmi le sedute, mentre le fatture restano nella scheda del paziente. Se cambiano le date, puoi ricontrollare il percorso senza confondere lo spostamento di una visita con una variazione del compenso. La sequenza degli appuntamenti e il piano dei versamenti possono infatti essere diversi.

Leggi correttamente i numeri dello studio
Le statistiche di Appuntoo permettono di confrontare attività e fatturato nel periodo. La voce “Guadagni” deriva dagli appuntamenti pagati; “Fatturato” è il totale delle fatture emesse. Per controllare un anticipo confronta quindi anche i documenti e i movimenti effettivi: una statistica sugli appuntamenti non equivale a una riconciliazione bancaria.
Prima di emettere il saldo, confronta il compenso concordato con le fatture precedenti e verifica il residuo. Questo controllo amministrativo completa la preparazione del documento e ti permette di individuare subito un eventuale doppio addebito.
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Checklist prima di chiudere acconto e saldo
Prima di considerare conclusa la pratica, controlla la sequenza intera. Apri i documenti in ordine cronologico e confrontali con i pagamenti effettivi. Se l'importo residuo non coincide, cerca la causa prima di emettere un documento aggiuntivo.
- Il compenso complessivo e le condizioni di pagamento sono chiari?
- Hai verificato se il totale era già stato fatturato prima dell'acconto?
- Ogni nuova fattura documenta soltanto compensi ancora da fatturare?
- Il saldo richiama gli acconti precedenti con numero e data?
- Hai tenuto separati compenso, contributi, IVA e bollo nei calcoli?
- Formato del documento e trattamento fiscale corrispondono al destinatario e alla prestazione?
- Importi e date comunicati al TS coincidono con le spese effettivamente pagate?
- Eventuali variazioni e rimborsi sono stati gestiti sia fiscalmente sia nel flusso TS pertinente?
La prova più utile consiste nel rifare due somme: quella dei compensi fatturati e quella dei pagamenti. Devono essere spiegabili separatamente, considerando bolli, imposte, contributi, eventuali ritenute e rimborsi. Un totale corretto per caso non basta se le singole voci sono state duplicate.
Domande frequenti
La fattura di acconto è obbligatoria per un professionista sanitario?
Nella normale attività professionale, un vero acconto sul compenso va fatturato per la quota ricevuta, se non era già compresa in una fattura precedente. Non aspetti la fine del ciclo di cure. Caparra e deposito con diversa funzione richiedono invece il proprio inquadramento.
Entro quanti giorni devo emettere la fattura di acconto?
Per la fattura immediata si applica in generale il termine di 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione, normalmente individuata dall'incasso dell'acconto, salvo fatturazione anticipata e casi particolari. Emetterla al pagamento facilita i controlli. La scadenza TS è un adempimento separato.
Come si calcola il saldo dopo una fattura di acconto?
Sottrai dal compenso complessivo la quota di compenso già fatturata. Su un percorso da 600 euro, dopo un acconto fatturato di 200 euro restano 400 euro. Calcola separatamente il bollo e gli altri oneri: non sottrarre dal compenso un totale che comprende anche imposte.
La marca da bollo si paga su acconto e saldo?
Sì, se ciascuna fattura sanitaria esente IVA supera 77,47 euro e non ricorre un'esenzione specifica dal bollo. Un acconto di 200 euro e un saldo di 400 euro richiedono due bolli da 2 euro. La soglia va verificata sul singolo documento.
La fattura di acconto sanitaria va al Sistema TS o allo SdI?
Per una prestazione sanitaria al paziente persona fisica la fattura resta fuori SdI; i dati della spesa pagata vanno al TS quando ne ricorrono i presupposti. Per una prestazione fatturata a una struttura committente valgono le regole del rapporto B2B. Essere un acconto non cambia questa distinzione.
Che differenza c'è tra fattura di acconto e fattura proforma?
La fattura di acconto è un documento fiscale. La proforma serve a richiedere il pagamento e non lo sostituisce. Dopo l'incasso di un acconto ancora da fatturare devi emettere il documento fiscale pertinente, anche se il paziente ha già ricevuto una proforma.
Se ho già fatturato tutto, emetto una nuova fattura per ogni rata?
No, non per gli stessi compensi. Devi registrare i pagamenti della fattura esistente e gestire correttamente gli eventuali incassi parziali ai fini TS. Per i requisiti della detrazione puoi consultare la guida alla detrazione delle spese sanitarie.
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