Un sito web per medico deve contenere, prima di tutto, le informazioni che permettono di identificarti: nome, recapiti, iscrizione all'Ordine con il numero, titolo professionale, partita IVA in home page, informativa privacy e gestione dei cookie. Poi servono le pagine utili al paziente: chi sei, cosa fai, dove ricevi, come si prenota. Quanto al costo, si va da poche decine di euro l'anno per un sito fatto da te a qualche migliaio di euro per un progetto su misura, più i costi ricorrenti di dominio, hosting e manutenzione.
Il problema, di solito, non è trovare chi te lo costruisce. È ricevere tre preventivi che non si possono confrontare: uno parla di «pacchetto completo», uno di «sito vetrina 5 pagine», uno di «canone mensile tutto incluso». E capire, solo dopo la firma, che il dominio è intestato all'agenzia, che i testi li devi scrivere tu e che il banner dei cookie non blocca niente.
Questa guida ti aiuta a scrivere il capitolato prima di chiedere il preventivo. Se il sito ce l'hai già e vuoi lavorare su indicizzazione, pagine delle prestazioni e SEO locale, trovi i controlli tecnici nella guida al web marketing sanitario. Qui ci concentriamo su contenuti obbligatori, struttura, modalità di realizzazione e costi. E vediamo quando una pagina pubblica di prenotazione può bastare come presenza minima, o diventare il motore delle prenotazioni del sito che hai già.
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Ti serve davvero un sito web?
Prima di aprire un preventivo, chiediti che cosa deve fare il sito. Per un medico che lavora in libera professione le funzioni realistiche sono tre: farsi riconoscere (chi sei, che titoli hai, dove ricevi), rispondere alle domande organizzative (orari, costi, come arrivare, cosa portare) e portare la persona a un contatto o a una richiesta di appuntamento.
Non tutte e tre richiedono un sito di proprietà. Il riconoscimento locale passa molto dalla scheda dell'attività su Google, che ha regole e passaggi propri: li trovi nella guida al Google Business Profile per medici. Le risposte organizzative e la prenotazione possono stare in una pagina di prenotazione ben compilata. Il sito vero e proprio diventa necessario quando hai più prestazioni da spiegare, più sedi, un'équipe, contenuti informativi da pubblicare o un'identità di studio da costruire nel tempo.
Sito, profilo su un portale o pagina di prenotazione
Sono tre cose diverse e conviene non confonderle:
- Il sito di proprietà è tuo: dominio, testi, struttura e dati li controlli tu. Costa di più e richiede manutenzione, ma nessuno può cambiarti le regole o il listino da un giorno all'altro.
- Il profilo su un portale di prenotazione vive dentro la piattaforma di un terzo: ti dà visibilità sul suo traffico, a fronte di un canone o di una commissione, e con le regole di quel portale. Nella guida alle alternative a MioDottore e nella recensione di Elty trovi come funzionano due modelli diversi.
- La pagina pubblica di prenotazione del gestionale è collegata alla tua agenda: presenta te e lo studio, mostra le prestazioni e raccoglie richieste di appuntamento. Non porta traffico da un portale, ma non ti chiede commissioni sulle visite.
Molti studi finiscono per usare due di questi strumenti insieme: il sito per spiegare, la pagina di prenotazione per far scegliere l'orario. È la combinazione su cui torneremo nella parte dedicata ad Appuntoo.
Le informazioni obbligatorie sul sito di un medico
Qui sta la differenza tra un sito «carino» e un sito a posto. Le fonti sono diverse (commercio elettronico, fisco, privacy, deontologia) e nessuna, da sola, ti dà l'elenco completo. Le mettiamo in fila.
Identità, recapiti e iscrizione all'Ordine
L'articolo 7 del decreto legislativo 70/2003 elenca le informazioni che chi offre servizi online deve rendere accessibili «in modo diretto e permanente». Per chi esercita una professione regolamentata sono:
- nome, domicilio o sede, e recapiti che permettano un contatto rapido e diretto, compreso un indirizzo email;
- l'Ordine presso cui sei iscritto e il numero di iscrizione;
- il titolo professionale e lo Stato in cui è stato rilasciato;
- il riferimento alle norme professionali applicabili e il modo per consultarle;
- la partita IVA.
C'è un dibattito su quanto un semplice sito vetrina rientri nella definizione di «servizio della società dell'informazione». Nella pratica la discussione serve a poco: queste informazioni costano zero, rassicurano il paziente e sono le stesse che un Ordine o un consulente ti chiederebbero comunque di esporre. Per le norme professionali basta un collegamento al Codice di deontologia medica della FNOMCeO.
Partita IVA in home page
Qui il dubbio non c'è. L'articolo 35 del DPR 633/1972 impone di indicare il numero di partita IVA «nella home page dell'eventuale sito web», e la stessa regola è ripresa dall'articolo 68 del nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), che si applica dal 1° gennaio 2027: l'obbligo, quindi, non cambia. Vale anche se il sito è solo promozionale e non vende nulla online.
La soluzione più semplice è il piè di pagina: compare su tutte le pagine, home compresa, e non lo dimentichi quando rifai la grafica.
Società, STP e strutture sanitarie
Se il sito è di una società (una STP, una srl che gestisce un poliambulatorio), l'articolo 2250 del Codice civile richiede di riportare anche online sede, ufficio del registro delle imprese e numero di iscrizione e, per le società di capitali, il capitale sociale versato. Il D.Lgs. 70/2003 aggiunge il numero REA.
Per le strutture con un direttore sanitario, il Codice deontologico chiede di indicarne il nome nel materiale informativo: lo trovi spiegato, con gli esempi di claim ammessi e da evitare, nella guida alle regole della pubblicità sanitaria.
Informativa privacy e moduli di contatto
Se il sito raccoglie dati (un modulo di contatto, una richiesta di richiamata, la newsletter), serve un'informativa ai sensi dell'articolo 13 del GDPR, consultabile nel punto in cui i dati vengono raccolti. L'informativa del sito non è l'informativa per la cura: la differenza fra i due documenti è spiegata nella guida su informativa privacy e consenso informato.
Due accorgimenti pratici valgono più di molte pagine di testo legale. Il modulo deve chiedere solo ciò che serve per richiamarti (nome, telefono, email, una nota breve), non sintomi, referti o diagnosi. E le richieste che arrivano dal sito vanno descritte nel registro dei trattamenti: il punto è ripreso nella checklist GDPR per lo studio medico.
Cookie e strumenti di tracciamento
Le Linee guida cookie del Garante del 10 giugno 2021 fissano le regole che il tuo sito deve rispettare:
- alla prima visita nessun cookie non tecnico deve partire prima del consenso;
- il banner deve offrire «accetta», le scelte granulari e una X di chiusura che equivale al rifiuto, con lo stesso rilievo grafico;
- lo scorrimento della pagina, da solo, non è un consenso;
- gli analytics possono essere trattati come cookie tecnici solo se minimizzati (IP mascherato, statistiche aggregate per il solo sito, nessun incrocio con altri dati da parte del fornitore).
Mappe incorporate, video, pixel pubblicitari e widget social installano spesso cookie di terze parti. Prima di accettare il sito chiedi al fornitore l'elenco degli strumenti attivi e prova tu stesso: apri il sito in una finestra anonima, rifiuta, e controlla che le mappe restino bloccate fino al consenso o che siano sostituite da un'immagine statica.
Accessibilità: obbligo o buona pratica?
Dal 28 giugno 2025 il D.Lgs. 82/2022 impone requisiti di accessibilità a diversi servizi digitali, ma l'articolo 3, comma 3, esenta le microimprese che forniscono servizi (meno di dieci persone e fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro). La legge 4/2004, per i privati, riguarda i soggetti con fatturato medio superiore a 500 milioni. Per il singolo medico e per la gran parte degli studi, quindi, l'accessibilità non è un obbligo di legge.
Resta però una scelta che conviene fare: i tuoi pazienti includono persone anziane, ipovedenti, con difficoltà motorie. Testi leggibili, contrasto sufficiente, pulsanti grandi, immagini con descrizione e moduli con etichette chiare sono requisiti delle WCAG 2.1 e, prima ancora, buon senso. Chiedi nel preventivo che il sito sia verificato almeno sui criteri di livello AA più semplici.
Ordine dei medici e pubblicità sanitaria
Due ultimi punti, che non riscriviamo perché hanno una guida dedicata. Gli indirizzi applicativi del Codice deontologico chiedono al medico di segnalare all'Ordine l'apertura di un sito che pubblicizza l'attività professionale. E ogni frase del sito, dai titoli alle tariffe, rientra nelle regole della pubblicità sanitaria informativa: niente promesse di risultato, superlativi, urgenze artificiali o foto di pazienti senza le garanzie richieste. Esempi canale per canale nella guida alla pubblicità sanitaria.
Una nota utile per chi prevede la prenotazione online: il Codice del consumo, all'articolo 47, esclude dalle regole sui contratti a distanza l'assistenza sanitaria prestata da professionisti sanitari ai pazienti. Non devi quindi predisporre i moduli per il recesso tipici dell'e-commerce, ma restano valide le regole su chiarezza dei prezzi e pratiche commerciali corrette.
La checklist in una tabella
Esempio di piè di pagina compilato
Un modello da adattare con i tuoi dati reali (quelli qui sotto sono di fantasia):
Dott.ssa Elena Marchetti – Medico chirurgo, specialista in dermatologia e venereologia
Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Milano, n. 00000
Titolo conseguito in Italia – Codice di deontologia medica FNOMCeO (collegamento)
Studio: Via Roma 12, 20121 Milano – Tel. 02 0000000 – [email protected]
P.IVA 00000000000
Privacy policy – Cookie policy – Preferenze cookie – Note legali
L'ultima riga è quella che si dimentica più spesso: il collegamento «Preferenze cookie» permette al visitatore di cambiare idea dopo la prima scelta, come chiedono le linee guida del Garante.
Le pagine che un sito medico dovrebbe avere
Un sito per un singolo professionista non ha bisogno di decine di pagine. Ha bisogno di quelle che rispondono alle domande vere dei pazienti, scritte bene e tenute aggiornate. Questa è la struttura che puoi consegnare a chi lo realizza.
Per come titolare queste pagine, come collegarle tra loro e come verificarne l'indicizzazione rimandiamo ai nove passi su sito, SEO e visibilità locale: qui ci interessa che esistano, che siano complete e che qualcuno sappia scriverle.
La pagina «Chi sono»: un esempio
È la pagina in cui il paziente decide se fidarsi, e spesso è scritta come un curriculum da concorso. Un'impostazione che funziona, con dati di fantasia:
Sono Elena Marchetti, medico chirurgo specialista in dermatologia e venereologia.
Mi sono specializzata all'Università di [città] nel [anno] e sono iscritta all'Ordine
dei Medici della Provincia di Milano con il n. 00000.
In studio mi occupo di visite dermatologiche per adulti e bambini, controllo dei nei
con dermatoscopio e trattamento dell'acne. Ricevo a Milano il lunedì, il mercoledì
e il venerdì; il martedì visito nella sede di Monza.
La prima visita dura circa 30 minuti: porta eventuali referti precedenti e l'elenco
dei farmaci che assumi. Puoi richiedere un appuntamento online scegliendo
prestazione e orario: lo studio conferma la richiesta via email.
Tre paragrafi: chi sei e con quale titolo, cosa fai e dove, cosa succede quando ti scelgono. Niente aggettivi che non potresti dimostrare davanti all'Ordine.
Prezzi sul sito: sì, ma chiari
Pubblicare gli onorari è consentito e aiuta il paziente a decidere. Indica cosa comprende ciascuna voce, se la cifra è esente IVA e se esistono differenze tra prima visita e controllo. Le formule su sconti, pacchetti e prime visite gratuite sono la parte più delicata della pubblicità sanitaria e sono trattate, con esempi, nella guida dedicata. Se usi un listino anche nel gestionale, tienilo allineato con quello del sito: è il modo più semplice per evitare discussioni alla cassa.

Schermata dimostrativa Appuntoo: il listino delle prestazioni è lo stesso che può comparire nella pagina pubblica di prenotazione, se scegli di mostrare i prezzi.
Foto e testi: chi li fornisce
Il preventivo di un sito si gonfia o si sgonfia soprattutto qui. I testi possono essere tuoi, rivisti dal fornitore, o scritti da un copywriter: in ogni caso devi rileggerli tu, perché la responsabilità deontologica di ciò che c'è scritto resta tua. Le foto dello studio e del team valgono più di qualunque immagine di repertorio; se ritraggono collaboratori o dipendenti, serve il loro consenso all'uso dell'immagine. Le foto dei pazienti, anche anonimizzate male, sono state oggetto di diversi provvedimenti del Garante negli ultimi anni: anche qui il dettaglio è nella guida alla pubblicità sanitaria.
Come realizzarlo: le cinque strade
Non esiste la strada giusta in assoluto. Esiste quella coerente con il tuo tempo, il tuo budget e quanto vuoi controllare direttamente.
1. Il costruttore di siti fai da te
Piattaforme come Wix e Squarespace offrono modelli grafici, editor visuale, hosting e certificato di sicurezza in un unico abbonamento. Ai listini pubblici consultati il 18 ottobre 2026:
- Wix: piani Light 14 €/mese, Core 25 €/mese, Business 34 €/mese e Business Elite 149 €/mese, riferiti all'abbonamento annuale pagato in anticipo e con imposte escluse; dominio gratuito per il primo anno.
- Squarespace: piano Basic 12 €/mese con pagamento annuale o 17 €/mese con pagamento mensile, Core 18 o 24 €/mese; dominio gratuito per un anno con l'abbonamento annuale, poi rinnovato alla tariffa standard.
Il conto è semplice: un sito su un piano base costa da circa 144 a 168 € l'anno, più IVA dove non inclusa. Il costo vero è il tuo tempo: scegliere il modello, scrivere i testi, configurare banner dei cookie e informative, controllare la versione da smartphone. Ed è tuo anche il rischio di dimenticare la partita IVA in home page o di attivare una mappa che carica cookie senza consenso.
2. WordPress con un hosting proprio
WordPress è un software gratuito; paghi l'hosting che lo ospita, eventuali temi e plugin a pagamento, e il lavoro di chi lo configura se non lo fai tu. Per avere un ordine di grandezza, al listino di Aruba consultato il 18 ottobre 2026 i pacchetti Hosting Linux partono da 9,90 € + IVA il primo anno e si rinnovano a 34,99 € (Basic), 59,99 € (Easy) o 79,99 € (Advanced) + IVA l'anno, con un dominio incluso anche al rinnovo, certificato SSL e caselle email.
Il vantaggio è la proprietà: il sito è trasferibile da un fornitore all'altro, e puoi cambiare chi lo segue senza ricominciare. Lo svantaggio è la manutenzione: aggiornamenti del software, dei plugin, backup. Un sito WordPress lasciato a sé stesso per anni è un rischio, non un risparmio.
3. Il freelance
Un web designer indipendente è spesso la scelta più equilibrata per lo studio singolo: un interlocutore unico, un progetto su un modello esistente adattato, tempi rapidi. Chiedi sempre che il preventivo dica quante pagine, quante revisioni, chi scrive i testi, chi carica i contenuti e cosa succede dopo la consegna.
4. L'agenzia
Un'agenzia ha senso quando il sito deve rappresentare una struttura complessa: più sedi, un'équipe, molte prestazioni, una grafica su misura, servizi fotografici, contenuti e attività continuativa di posizionamento. Il valore sta nel coordinamento di più competenze; il rischio sta nei canoni mensili «tutto incluso» difficili da disdire e nei contratti in cui il sito, alla scadenza, resta all'agenzia.
5. Le piattaforme e i modelli di settore
Esistono servizi pensati per il settore sanitario: siti a canone con modelli già impostati per studi medici, oppure profili inclusi nei portali di prenotazione. Sono comodi perché partono con una struttura adatta, ma vanno valutati con le stesse domande degli altri: di chi è il dominio, cosa succede se disdici, si possono esportare i contenuti, chi aggiorna informative e cookie. Un profilo dentro un portale, in particolare, non è il tuo sito: se il rapporto finisce, finisce anche la pagina.
Quanto costa un sito web per un medico: le voci del preventivo
Un preventivo serio separa i costi una tantum da quelli ricorrenti e dice cosa è incluso in ciascuna voce. Le cifre della tabella sono fasce indicative, non medie di mercato: dove esiste un listino pubblico lo abbiamo indicato, dove dipende dal lavoro di qualcuno abbiamo ragionato in ore.
Un esempio di calcolo per la realizzazione
La voce che varia di più è il lavoro di progettazione. Invece di confrontare cifre finali, chiedi al fornitore una stima in ore e una tariffa. A titolo puramente esemplificativo, con una tariffa di 40 € l'ora:
- un sito di 5-8 pagine su un modello esistente, con testi forniti da te, può richiedere 20-40 ore: 800-1.600 €;
- un sito di 10-15 pagine con grafica su misura, testi da scrivere e più revisioni può richiedere 60-120 ore: 2.400-4.800 €.
Non sono prezzi di mercato: sono il modo per leggere un preventivo. Se un'offerta è molto più bassa, chiediti cosa manca (testi? revisioni? privacy?). Se è molto più alta, chiedi quali attività giustificano le ore in più. A queste cifre va aggiunta l'IVA, se il fornitore la applica.
L'IVA è un costo pieno per molti medici
Un dettaglio che cambia il budget: se fatturi solo prestazioni sanitarie esenti, o se sei nel regime forfettario, l'IVA che paghi sui costi del sito non è detraibile. Sui 59,99 € di un rinnovo hosting, o sui 1.600 € di una realizzazione, il 22% in più è un costo effettivo. Il motivo è spiegato nella guida all'IVA sulle prestazioni sanitarie.
Quattro scenari di budget
- Solo pagina di prenotazione: 0 € con il piano Free di Appuntoo, oltre al tempo per compilarla. Aggiungi un pacchetto dominio ed email solo se vuoi un indirizzo email professionale.
- Costruttore fai da te, piano base: circa 144-168 € l'anno più imposte, più qualche fine settimana di lavoro tuo.
- WordPress realizzato da un freelance: la realizzazione stimata come sopra, più 35-80 € + IVA l'anno di hosting e un accordo di manutenzione.
- Agenzia con progetto su misura: realizzazione stimata sulle 60-120 ore o più, servizi fotografici, eventuali canoni per contenuti e posizionamento.
Dieci domande da fare prima di firmare
- Il dominio sarà registrato a mio nome e mi verrà consegnato il codice AuthInfo? Come spiega il Registro .it, è il codice che serve per trasferire il dominio o cambiarne il registrante.
- Avrò le credenziali di amministrazione del sito e dell'hosting?
- Testi, foto e grafica diventano miei alla consegna?
- Quante revisioni sono incluse e quanto costa una modifica successiva?
- Chi configura banner dei cookie, informative e note legali, e chi li aggiorna?
- Il sito è verificato da smartphone e sui criteri di accessibilità più semplici?
- Che cosa comprende la manutenzione, ogni quanto si fanno i backup e dove sono conservati?
- Qual è il prezzo di rinnovo di hosting e dominio dal secondo anno?
- In caso di disdetta, posso trasferire il sito a un altro fornitore? Con quali costi e tempi?
- Il pulsante «Prenota» porta a un sistema che collega le richieste alla mia agenda?
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Come Appuntoo ti aiuta: la pagina di prenotazione come sito minimo o come motore del tuo sito
Appuntoo non è un costruttore di siti: non crea pagine libere, non ha un blog e non usa un dominio tuo. Fa una cosa più precisa, ed è il pezzo che manca a quasi tutti i siti degli studi: una pagina pubblica di prenotazione collegata all'agenda, inclusa in tutti i piani, anche nel Free. Per un medico può avere due ruoli, a seconda che il sito ce l'abbia già o no.
Se non hai un sito: la pagina come presenza minima
Chi inizia la libera professione, o lavora con poche prestazioni, spesso non ha bisogno di un sito di dieci pagine. Ha bisogno di un indirizzo da mettere nel profilo Google, su WhatsApp e nella firma email, che dica chi è, cosa fa, dove riceve e permetta di chiedere un appuntamento. La pagina pubblica di Appuntoo fa esattamente questo.
Dalla scheda «Pagina pubblica» delle impostazioni compili:
- la qualifica o il ruolo e la presentazione di ogni professionista, obbligatoria, fino a 2.000 caratteri, con grassetto ed elenchi;
- la foto e i punti chiave (brevi etichette come specializzazione, anni di esperienza, approccio);
- la galleria dello studio, con le prime tre foto in evidenza;
- fino a tre punti di forza con icona (privacy, accessibilità, Wi-Fi, parcheggio, sala d'attesa, comfort): il posto giusto per scrivere che lo studio è al piano terra o che c'è un ascensore;
- le prestazioni con durata e prezzo, con l'opzione di nascondere i prezzi se preferisci comunicarli diversamente;
- le sedi in cui ricevi.
Esempio dimostrativo: la stessa pagina da smartphone, come la vede chi apre il link da WhatsApp o dal profilo Google.
Il link è parlante, del tipo appuntoo.com/prenota/nome-studio/professione/città, e la pagina ha un titolo con nome, professione e città e descrive lo studio ai motori di ricerca con dati strutturati: può quindi comparire anche su Google, senza che nessuno possa prometterti una posizione. La guida spiega passo per passo come si personalizza la pagina pubblica.
Un consiglio pratico se la usi come unica presenza online: la pagina non ha un campo dedicato al numero di iscrizione all'Ordine e alla partita IVA. Inseriscili nella presentazione, insieme al titolo professionale, così il paziente trova le stesse informazioni che metteresti nel piè di pagina di un sito.

Schermata dimostrativa Appuntoo: il link si compone da nome dello studio, ambito professionale e città della sede principale, e si copia con un clic.
Se hai già un sito: la pagina come motore delle prenotazioni
Se il sito ce l'hai, non devi rifarlo. Basta collegare il link della pagina pubblica ai pulsanti «Prenota» del menu, delle schede delle prestazioni e della pagina contatti: non c'è nulla da installare. Il sito continua a spiegare chi sei e cosa fai; la pagina di prenotazione fa scegliere prestazione, sede, professionista e orario tra le disponibilità reali della tua agenda digitale.
Il paziente prenota senza registrarsi e senza installare app: lascia nome, cognome, telefono ed email, legge le informative e conferma. Non c'è alcun pagamento online. Ogni richiesta arriva da confermare: tu, o la segreteria, la approvi o la rifiuti prima che diventi un appuntamento.

Schermata dimostrativa: la richiesta arrivata dalla pagina pubblica compare in agenda, distinta dagli appuntamenti già confermati, finché lo studio non la gestisce.
Dopo la decisione, il paziente riceve un'email automatica di approvazione o di rifiuto. Le conferme e i promemoria via email sono gratuiti e illimitati in tutti i piani; nei piani Professionista e Studio si aggiungono i promemoria WhatsApp automatici, con 100 e 300 messaggi al mese inclusi.
La privacy della prenotazione è già impostata
È la parte che i siti fatti in casa sbagliano più spesso. Per attivare la pagina compili la scheda Privacy: titolare, codice fiscale o partita IVA, email per la privacy, indirizzo ed eventuale DPO, con l'anteprima dell'informativa. Si tratta di un modello standard da verificare sulla situazione reale dello studio, non di una certificazione di conformità: lo dice la schermata stessa.

Schermata dimostrativa Appuntoo: i dati del titolare alimentano l'informativa dello studio mostrata al paziente.
Il paziente vede due informative, quella di Appuntoo per il servizio di prenotazione e quella dello studio, e presta il consenso per i dati relativi alla salute desumibili dalla prestazione scelta, con l'indicazione che può prenotare anche contattando direttamente lo studio. Senza consenso la richiesta non parte, e per ogni richiesta resta traccia delle versioni delle informative accettate. Il dettaglio è nella guida alla configurazione della privacy delle prenotazioni.

Esempio dimostrativo del modulo: nome, cognome, telefono ed email, nessuna registrazione e nessun pagamento online.
Più medici, più sedi
Sedi e stanze sono incluse in tutti i piani, anche nel Free: la pagina mostra le sedi in cui ricevi e le disponibilità di ciascuna. Con il piano Studio, fino a 30 professionisti e 2 account di segreteria, ogni collega ha il proprio profilo, la propria presentazione e le proprie disponibilità, e il paziente sceglie con chi prenotare. È l'organizzazione tipica di un gestionale per poliambulatori o di uno studio associato, ed è descritta nella pagina sulla gestione dei collaboratori.
Cosa costa
Qui il confronto con le voci del preventivo è netto. La pagina di prenotazione non ha un costo a parte: è inclusa nel gestionale, insieme ad agenda, schede pazienti, fatturazione e invio al Sistema Tessera Sanitaria gratuito e illimitato in tutti i piani, anche nel Free.
I piani a pagamento hanno 14 giorni di prova senza carta di credito e nessun vincolo contrattuale; Google Calendar è incluso in tutti i piani. Il dettaglio aggiornato è nella pagina dei piani e prezzi di Appuntoo.
Per il medico libero professionista che vuole una presenza online seria senza aprire un cantiere, Appuntoo è la scelta consigliata: parti dalla pagina di prenotazione, che costa zero e lavora da subito, e decidi dopo se e quanto investire in un sito. Se il sito ce l'hai già, smetti di ricevere richieste via email da ricopiare in agenda. E ricorda che Appuntoo non è un marketplace: i pazienti arrivano dai tuoi canali, senza commissioni sulle visite. Per gli specialisti c'è la pagina dedicata al gestionale per medici specialisti; i medici di famiglia possono usarlo per l'attività privata, accanto al software della convenzione.
Gli errori più comuni
Il dominio intestato al fornitore. È l'errore che costa di più, perché lo scopri solo quando vuoi cambiare. Il dominio è la tua insegna: va registrato a tuo nome, con i tuoi dati.
La partita IVA che manca in home page. Succede spesso nei rifacimenti grafici. Mettila nel piè di pagina e controlla dopo ogni modifica.
Il banner dei cookie decorativo. Il banner c'è, ma mappe, video e statistiche partono prima della scelta. Il test in finestra anonima richiede due minuti.
Il modulo che chiede troppo. «Descrivi i tuoi sintomi» in un modulo di contatto significa raccogliere dati sanitari da una casella di posta, spesso senza averlo previsto. Chiedi solo ciò che serve per richiamare.
Le foto che non sono dello studio. Le immagini di repertorio di sale perfette creano un'aspettativa che lo studio reale deve poi smentire. Meglio dieci foto vere, fatte con cura.
I prezzi vecchi. Il listino del sito è stato scritto tre anni fa, quello in studio è cambiato. Tieni una sola fonte, e allinea l'altra.
Il pulsante «Prenota» che non prenota. Se apre un modulo email, il paziente non sa quando avrà risposta e la segreteria deve ricopiare tutto. Un sistema collegato all'agenda risolve entrambi i problemi.
Il sito abbandonato. Orari sbagliati, un collega che non lavora più lì, un articolo del 2019 in home. Assegna a qualcuno una revisione periodica, anche breve.
La reputazione lasciata al caso. Sito e scheda Google sono le prime cose che un paziente guarda, ma subito dopo legge le recensioni. Come chiederle in modo corretto è spiegato nella guida su come richiedere le recensioni dei pazienti.
Domande frequenti sul sito web per medici
Cosa deve contenere obbligatoriamente il sito di un medico?
Nome, indirizzo e recapiti con un'email, l'Ordine di iscrizione con il numero, il titolo professionale, un riferimento alle norme deontologiche, la partita IVA in home page, l'informativa privacy e la gestione dei cookie secondo le linee guida del Garante. Le società aggiungono i dati societari; le strutture il nome del direttore sanitario.
Quanto costa un sito web per un medico?
Dipende dalla strada. Un costruttore di siti su un piano base costa circa 144-168 € l'anno più imposte; un hosting per WordPress circa 35-80 € + IVA l'anno al rinnovo, più la realizzazione. Un sito fatto da un freelance o da un'agenzia si valuta in ore di lavoro: chiedi sempre la stima delle ore e la separazione tra costi una tantum e ricorrenti.
La partita IVA va indicata anche se il sito è solo una vetrina?
Sì. La norma chiede di indicarla nella home page di qualunque sito del titolare di partita IVA, anche se il sito non vende nulla. Il piè di pagina, presente su tutte le pagine, è la soluzione più sicura.
Devo comunicare all'Ordine l'apertura del sito?
Gli indirizzi applicativi del Codice di deontologia medica chiedono di segnalare all'Ordine l'apertura di un sito che pubblicizza l'attività professionale. Verifica con il tuo Ordine provinciale la modalità richiesta; il quadro completo è nella guida su cosa si può comunicare nella pubblicità sanitaria.
Posso pubblicare i prezzi delle visite sul sito?
Sì, le tariffe rientrano nelle informazioni che puoi comunicare, purché chiare, veritiere e aggiornate. Indica cosa comprende ciascuna prestazione e se l'importo è esente IVA. Più delicate sono le formule su sconti, pacchetti e visite gratuite.
Il sito di un medico deve essere accessibile per legge?
Per la gran parte degli studi no: il D.Lgs. 82/2022 esenta le microimprese che forniscono servizi, e la legge 4/2004 riguarda i privati con fatturato medio superiore a 500 milioni. L'accessibilità resta una scelta consigliata, perché molti pazienti sono anziani o hanno difficoltà visive o motorie.
Posso usare la pagina di prenotazione di Appuntoo al posto del sito?
Sì, come presenza minima: presenta te e lo studio con foto, presentazione, prestazioni, prezzi e sedi, e raccoglie richieste di appuntamento da confermare. Non sostituisce un sito con più pagine, un blog o un dominio tuo. Se hai già un sito, colleghi il link della pagina ai pulsanti «Prenota».
Meglio un sito proprio o un profilo su un portale di prenotazione?
Sono strumenti diversi. Il portale ti dà visibilità sul suo traffico, a canone o a commissione e con le sue regole; il sito è tuo e resta tale se cambi fornitore. Una combinazione frequente è sito proprio più pagina di prenotazione collegata alla tua agenda, con la scheda Google che rimanda a entrambi.
Conclusione
Un buon sito web per un medico è meno impegnativo di quanto sembri, se lo imposti nell'ordine giusto: prima le informazioni obbligatorie e le pagine che servono ai pazienti, poi la scelta della strada di realizzazione, infine un preventivo che separi costi una tantum e ricorrenti e lasci a te dominio e contenuti. Per farti trovare in zona completa il lavoro con il profilo Google dello studio, e per scegliere i canali di acquisizione parti dalla guida al marketing sanitario.
E se oggi non hai un sito, non aspettare di averne uno per ricevere prenotazioni: la pagina pubblica di Appuntoo è pronta in un pomeriggio e resta utile anche dopo, come motore delle prenotazioni del sito che costruirai.
Crea la tua pagina di prenotazione gratuita e collegala al sito o al profilo Google Prova Appuntoo gratis per 14 giorni → Nessuna carta di credito · Attivazione in 2 minuti
Fonti consultate il 18 ottobre 2026
- Normattiva: D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70, art. 7; D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (Testo unico IVA), art. 68, che riprende l'art. 35, c. 1, del DPR 633/1972; Codice civile, art. 2250; D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82, art. 3; Codice del consumo, art. 47.
- Unione europea: Regolamento (UE) 2016/679, art. 13.
- Garante per la protezione dei dati personali: Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento, 10 giugno 2021.
- FNOMCeO: Codice di deontologia medica 2014 e aggiornamenti.
- W3C: WCAG 2.1, traduzione autorizzata in italiano.
- Registro .it: domini e dintorni, cosa sapere per registrare un dominio.
- Listini pubblici di Wix, Squarespace e Aruba consultati il 18 ottobre 2026: i prezzi cambiano spesso e le promozioni del primo anno hanno condizioni proprie, quindi ricontrollali prima dell'acquisto.
