Una turista tedesca con il collo bloccato, uno studente Erasmus con la tessera sanitaria del suo Paese, un professore americano in visita all'università, un frontaliero svizzero che ha il codice fiscale italiano da anni. Quattro pazienti stranieri, quattro fatture e, ogni volta, la stessa domanda alla cassa: «Che cosa scrivo nel campo del codice fiscale, e questo documento va al Sistema TS?»
La risposta breve è questa. La fattura si emette sempre, con le regole di ogni prestazione sanitaria. Quello che cambia dipende da un solo dato: il codice fiscale italiano del paziente. Se ce l'ha, la fattura segue il percorso normale, compreso l'invio al Sistema Tessera Sanitaria. Se non ce l'ha, la fattura resta valida e va consegnata, ma al Sistema TS non c'è nulla da trasmettere: per le specifiche ufficiali un documento senza codice fiscale valido viene scartato, e l'unica eccezione, l'opposizione del cittadino, è un'altra cosa. STP, ENI e TEAM, le sigle che i pazienti stranieri mostrano più spesso, non sono codici fiscali e, in uno studio privato, non cambiano la fattura.
Per il quadro generale dell'invio c'è la guida all'obbligo di invio dei dati al Sistema TS, che dedica una sezione ai pazienti stranieri non residenti. Qui andiamo a fondo sul lavoro di chi emette il documento: quali dati raccogliere, come trattare IVA e bollo, che cosa dicono davvero le specifiche tecniche, quali errori evitare e dove un gestionale deve aiutarti. Per la compilazione completa della fattura il riferimento resta la guida alla fattura medica; per il programma, la fatturazione di Appuntoo gestisce già i pazienti nati e residenti all'estero.
In questa guida trovi, in ordine: i casi di paziente straniero, che cosa sono davvero STP, ENI e TEAM, la fattura passo per passo, la regola del Sistema TS con i codici di errore, pagamento, rimborsi e assicurazioni, gli errori più comuni e una checklist da tenere alla reception. Le fonti istituzionali citate (Sistema TS, Agenzia delle Entrate, Normattiva, Ministero della Salute, Commissione europea) sono state consultate il 7 ottobre 2026.
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La risposta in breve
- La fattura si emette sempre. Anche al turista che paga una sola visita: su carta o in PDF, mai tramite il Sistema di Interscambio (SdI) se il paziente è una persona fisica, residente o no.
- Il codice fiscale in fattura è richiesto dall'articolo 21 solo per chi è residente o domiciliato in Italia. A un paziente che vive all'estero bastano nome, cognome e residenza.
- IVA e bollo non guardano il passaporto. Vale l'esenzione dell'articolo 10, n. 18 se la prestazione è sanitaria, e il bollo da 2 euro resta dovuto oltre 77,47 euro.
- Al Sistema TS conta il codice fiscale italiano. Se il paziente ce l'ha, il documento si invia (senza indicarlo solo se il paziente si oppone). Se non ce l'ha, non c'è nulla da inviare: le specifiche prevedono lo scarto dell'intero documento. L'opposizione non è una scorciatoia.
- TEAM, STP ed ENI aprono le porte del Servizio sanitario nazionale (SSN), non quelle della fattura. Nel tuo studio privato il paziente paga e riceve la fattura come chiunque altro.
Che tipo di paziente straniero hai davanti?
«Straniero» non è una categoria fiscale. Per fatturare contano tre cose: dove vive il paziente, se ha un codice fiscale (CF) italiano e chi paga. La tabella le incrocia nei casi che capitano davvero in uno studio.
Come riconosci un codice fiscale italiano
Un codice fiscale italiano ha sempre 16 caratteri tra lettere e cifre. Se il paziente è nato all'estero, il codice del luogo di nascita inizia con la lettera Z seguita da tre cifre (per esempio Z112 per la Germania o Z404 per gli Stati Uniti). Non sono codici fiscali italiani il numero della TEAM, il codice STP o ENI, il numero di passaporto o l'identificativo fiscale del Paese d'origine.
Se il paziente dice di averlo, chiedi di vedere la tessera sanitaria o il certificato di attribuzione: le specifiche del Sistema TS parlano di codice fiscale dell'assistito «rilevato dalla Tessera Sanitaria». Chi non ce l'ha può ottenerlo in qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate con il modello AA4/8 e un documento d'identità valido, anche per email o PEC, come spiega la guida dell'Agenzia sulla tessera sanitaria (edizione di febbraio 2022). Non è un tuo adempimento, ma a un paziente che si ferma a lungo in Italia puoi suggerirlo.

Schermata dimostrativa di Appuntoo: l'anagrafica del paziente con codice fiscale e residenza, i dati da cui partono la fattura e l'eventuale invio al Sistema TS.
STP, ENI e TEAM: cosa sono e perché non cambiano la fattura
Sono sigle dell'assistenza sanitaria, non della fiscalità. Servono a far accedere il paziente alle cure del Servizio sanitario nazionale (SSN): nessuna è un codice fiscale e nessuna sostituisce un pagamento allo studio privato. Capirlo evita l'errore più diffuso, cioè cercare un posto per questi codici nella fattura o nell'invio al Sistema TS.
TEAM: la tessera europea per il sistema pubblico
La TEAM (Tessera europea di assicurazione malattia) la emette lo Stato in cui il paziente è assicurato. Secondo il Ministero della Salute, chi la esibisce durante un soggiorno temporaneo in Italia ha diritto alle cure medicalmente necessarie in forma diretta presso le strutture pubbliche e private convenzionate del SSN: gratuite, salvo il ticket stabilito da ciascuna Regione. La Commissione europea, nelle pagine di Your Europe, precisa che la TEAM non copre l'assistenza sanitaria privata.
Per te significa che, in uno studio privato non convenzionato, la TEAM non è un titolo di pagamento: il paziente paga la prestazione e riceve la fattura. Al rientro potrà chiedere il rimborso alla propria assicurazione, che secondo il Ministero richiede le ricevute di pagamento e la documentazione sanitaria. Se invece lavori in una struttura accreditata o convenzionata, i pazienti con TEAM seguono le procedure della tua ASL e della tua Regione, non quelle di questa guida.
STP: stranieri senza permesso di soggiorno
STP sta per «Straniero Temporaneamente Presente». È un tesserino con un codice regionale individuale che l'ASL rilascia ai cittadini extra-UE privi di permesso di soggiorno. Garantisce le cure urgenti o essenziali, anche continuative, nei presidi pubblici e accreditati (articolo 35 del D.Lgs. 286/1998), vale sei mesi ed è rinnovabile, come indicano l'INMP (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti) e la Regione Lazio.
Il codice STP ha 16 caratteri: la sigla STP, sei caratteri con i codici ISTAT di Regione e struttura che lo rilascia e un progressivo di sette caratteri, come descrive l'ASL di Oristano. Ha la lunghezza di un codice fiscale ma non ne ha la forma, e non è un dato fiscale. C'è anche un aspetto di riservatezza: l'articolo 35, comma 5, esclude che l'accesso alle strutture sanitarie dello straniero non in regola comporti segnalazioni all'autorità, salvo i casi di referto obbligatorio. Per fatturare non ti serve sapere se il paziente ha il permesso di soggiorno.
ENI: cittadini UE senza copertura sanitaria
ENI sta per «Europeo Non Iscritto». È il codice analogo per i cittadini comunitari non residenti in Italia, in condizione di indigenza, privi di copertura assicurativa nel proprio Paese e non iscrivibili al SSN: l'INMP indica una validità di sei mesi, rinnovabile, a livello regionale, e la Regione Lazio precisa che viene annullato se il paziente acquisisce la TEAM o altri diritti di accesso al SSN. Anche qui le prestazioni sono quelle delle strutture pubbliche e accreditate: in uno studio privato il paziente ENI paga come ogni altro.
Il codice fiscale numerico provvisorio
Chi è in attesa di regolarizzazione può avere un codice fiscale numerico provvisorio, di solito rilasciato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione o dalla Questura. L'ASL lo usa per l'iscrizione al SSN e, al posto della tessera, può rilasciare un certificato sostitutivo, come ricorda la guida dell'Agenzia delle Entrate già citata. Le specifiche pubbliche del Sistema TS per le spese sanitarie non descrivono come trattano questo codice: se un paziente te lo mostra, chiedi conferma all'assistenza del Sistema TS prima di inviare.
Una sigla, due significati
Attenzione al lessico: nel mondo professionale STP indica anche la società tra professionisti, di cui si parla nelle guide su studio associato e fatturazione dei dentisti. In questa pagina STP è sempre il codice dei pazienti stranieri.
Come si fa la fattura a un paziente straniero, passo per passo
La fattura al paziente straniero è quella di sempre, con qualche attenzione in più sui dati identificativi. Sei passaggi, nell'ordine in cui li affronti.
1. Raccogli i dati prima dell'incasso
Serve il nome e cognome come risultano sul documento, la data di nascita, la residenza o il domicilio con il Paese, un indirizzo email per spedire il PDF e, se esiste, il codice fiscale italiano. Meglio chiederli alla prenotazione che alla cassa: se i pazienti prenotano dalla pagina pubblica dello studio, scelgono prestazione e orario senza registrarsi e le richieste arrivano al professionista, che le approva.
2. Applica l'articolo 21 (e non chiedere di più)
L'articolo 21, comma 2, del DPR 633/1972 chiede, per il destinatario, nome e cognome e residenza o domicilio (lettera e). Il codice fiscale (lettera f) è richiesto quando il destinatario non agisce nell'esercizio d'impresa, arte o professione ed è «residente o domiciliato nel territorio dello Stato». Un paziente che vive all'estero non rientra in questa ipotesi: la fattura è completa anche senza codice fiscale. Se ha un identificativo fiscale del suo Paese puoi indicarlo, ma è una scelta, non un obbligo.
Dal 1° gennaio 2027 la stessa regola si leggerà nell'articolo 72 del testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), con le stesse lettere e) ed f). Come ricorda la guida alla fattura medica, cambia soprattutto il riferimento da citare.

Schermata dimostrativa di Appuntoo: la finestra Nuova fattura. Con «Persona fisica» scegli il paziente; se mancano codice fiscale o residenza li completi nella stessa finestra e si salvano anche in anagrafica.
3. Descrivi la prestazione, senza diagnosi
Natura, qualità e quantità (lettera g): «Seduta di fisioterapia, 1», «Visita specialistica dermatologica, 1». La diagnosi non va in fattura. Se il paziente ne ha bisogno per l'assicurazione, è materia del referto o della relazione, che è un documento clinico distinto.
4. Indica l'IVA: l'esenzione non dipende dalla nazionalità
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da professionisti abilitati sono esenti da IVA ai sensi dell'articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972: requisiti, casi imponibili e professioni escluse sono nella guida all'IVA sulle prestazioni sanitarie. Residenza e cittadinanza del paziente non entrano nel giudizio. In via generale anche il luogo dell'operazione resta l'Italia: per l'articolo 7-ter, comma 1, lettera b), le prestazioni rese a chi non è soggetto passivo da un soggetto passivo stabilito in Italia si considerano effettuate nel territorio dello Stato. Un paziente che vive a Berlino riceve quindi la stessa fattura esente di uno che vive a Bari.

Schermata dimostrativa di Appuntoo: Impostazioni, Profilo studio, scheda Fatturazione, con regime, IVA e natura predefiniti e testo fiscale in fattura. L'esempio mostra un professionista forfettario con la cassa ENPAP: ogni professione imposta i propri valori, e valgono per ogni paziente, italiano o straniero.
5. Aggiungi il bollo quando serve
L'imposta di bollo da 2 euro si applica alle fatture esenti con importi senza IVA oltre 77,47 euro, a prescindere da chi le riceve: tutti i dettagli sono nella guida alla marca da bollo sulle fatture sanitarie.
6. Emetti in PDF o su carta, mai tramite SdI
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche vale il divieto di fattura elettronica via Sistema di Interscambio, reso permanente dall'articolo 2 del D.Lgs. 81/2025. L'Agenzia delle Entrate (AdE) ha chiarito nella risposta a interpello n. 327 del 1° agosto 2019 che le prestazioni sanitarie a persone fisiche, residenti e non residenti, non vanno documentate con fattura elettronica tramite SdI né comunicate con l'esterometro, per tutelare i dati sulla salute. La fattura si consegna dunque su carta o in PDF, per esempio per email: il quadro generale è nella guida alla fatturazione elettronica sanitaria.
Un esempio compilato
Una turista tedesca, una seduta di fisioterapia pagata con carta. I dati sono di fantasia.
Cosa cambia con e senza codice fiscale italiano
Sistema TS e pazienti stranieri: quando inviare e quando no
Chi cerca «Sistema TS pazienti stranieri» vorrebbe trovare una riga ufficiale che dica «invia» o «non inviare». Per i pazienti senza codice fiscale italiano quella riga non c'è: né nelle FAQ del Sistema TS (carattere generale, modalità di invio, strutture, aspetti tecnici, fondi e assicurazioni, medici e odontoiatri) né in quelle dell'Agenzia delle Entrate sulle fatture per le prestazioni sanitarie. La regola si ricava dalle specifiche tecniche, ed è meglio saperla leggere che ripeterla a memoria.
Cosa dicono le specifiche tecniche
Il Sistema TS raccoglie le spese sanitarie ai fini della dichiarazione precompilata dell'Agenzia delle Entrate: lo dice lo stesso calendario ufficiale delle spese 2026. Ogni documento è quindi attribuito a un contribuente tramite il suo codice fiscale. Nell'Allegato A del disciplinare tecnico (decreto del 18 luglio 2023, la versione indicata dal portale come più recente) il codice fiscale dell'assistito è quello «rilevato dalla Tessera Sanitaria» ed è obbligatorio se il cittadino non esercita l'opposizione; in caso di inesistenza o non validità del codice, il documento viene scartato per intero. Se il cittadino si oppone, il campo del codice fiscale deve essere assente.
Le stesse regole stanno nella tabella dei codici di errore (versione 1.1 del 20 gennaio 2021), che il Sistema TS usa per segnalare l'esito di ogni invio:
Paziente con codice fiscale italiano: invio normale
Se il paziente ha un codice fiscale italiano valido, anche se vive all'estero, la fattura si trasmette come per ogni altro paziente: scegli il tipo spesa (SR per medici e odontoiatri, SP per le altre professioni sanitarie: lo spiega la guida ai tipi di prestazione e codici del Sistema TS), indichi la natura IVA e il pagamento tracciato o in contanti. Il documento è valido per il Sistema TS e la spesa può comparire nella dichiarazione precompilata del paziente, se la presenta in Italia (come si detraggono le spese è nella guida alla detrazione delle spese sanitarie). Il fatto che non la presenti non cambia il tuo obbligo, che non dipende da quello che il paziente farà del dato.

Schermata dimostrativa di Appuntoo: la finestra d'invio al Sistema TS per un paziente con codice fiscale italiano. Tipo spesa e natura IVA sono precompilati con i valori ricordati; l'avviso giallo compare quando la fattura non è segnata come pagata.
Per le spese del 2026 l'invio va fatto entro il 1° febbraio 2027 e le modifiche entro l'8 febbraio 2027, secondo lo stesso calendario ufficiale. La sanzione per una comunicazione omessa, tardiva o errata è di 100 euro a comunicazione, con un massimo di 50.000 euro (articolo 3, comma 5-bis, D.Lgs. 175/2014): scadenze e riduzioni sono nella guida all'obbligo di invio al Sistema TS. Se ti mancano le credenziali, la guida alle credenziali del Sistema TS spiega come ottenerle.
Paziente straniero senza codice fiscale: non c'è nulla da inviare
Le specifiche non prevedono un documento senza assistito: il codice fiscale c'è, oppure c'è l'opposizione del cittadino. Per un paziente che non ha un codice fiscale italiano non esiste dunque un invio valido da fare, ed è la lettura riportata da diverse guide di settore. Quello che nessun documento ufficiale contiene è una frase che lo dica espressamente per i pazienti stranieri: se vuoi una conferma scritta prima di applicare la regola a un caso dubbio, chiama o scrivi all'assistenza del Sistema TS (800 030 070, dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20).
Che cosa fai, in pratica:
- Emetti e consegni la fattura come a ogni paziente.
- Registra in anagrafica i dati identificativi disponibili, compresa la residenza estera.
- Non includere il documento nell'invio e annota il motivo («paziente senza codice fiscale italiano, fattura non inviata al Sistema TS»). Poiché le sanzioni riguardano le comunicazioni omesse, tardive o errate, una nota datata ti permette di spiegare perché quel documento non figura tra i tuoi invii.
- Archivia la fattura con le altre, ai fini della contabilità e delle imposte.
L'opposizione non è una scorciatoia
Il campo «opposizione» dell'Allegato A indica che il cittadino ha esercitato il diritto di non rendere disponibili all'Agenzia delle Entrate i dati delle sue spese sanitarie. Non è un interruttore tecnico per far passare un documento senza codice fiscale: valorizzarlo senza che il paziente si sia opposto significherebbe dichiarare una volontà che non ha espresso.
Il caso vero è un altro: un paziente con codice fiscale italiano che si oppone. In quel caso il codice fiscale non va indicato (indicarlo produce l'errore S050) e il documento va comunque trasmesso; non cambia nemmeno il canale della fattura, che resta fuori dallo SdI. Come inserire quei documenti dal portale è spiegato nella guida su come inviare i dati alla Tessera Sanitaria.
STP, ENI o numero TEAM nel campo del codice fiscale: no
Alcune guide non ufficiali scrivono che il Sistema TS accetterebbe il codice STP o ENI al posto del codice fiscale. Le specifiche delle spese sanitarie parlano soltanto del codice fiscale dell'assistito rilevato dalla tessera sanitaria, e un valore che non è un codice fiscale formalmente valido è un errore bloccante (S011). I codici STP ed ENI sono identificativi regionali per accedere al SSN: non usarli per forzare un invio.
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Pagamento, rimborsi e assicurazioni
Come paga il paziente
Carta, bonifico o contanti: annota la modalità di pagamento sulla fattura. Il dato conta soprattutto per i documenti che trasmetti al Sistema TS, dove il pagamento tracciato (comma 679 della legge 160/2019, secondo le specifiche del web service) distingue i pagamenti tracciabili dal contante. Se il paziente versa un anticipo per un ciclo di sedute, ogni incasso va documentato: la guida alla fattura di acconto spiega come.
Il rimborso nel Paese del paziente
Un paziente straniero chiede spesso «una ricevuta per l'assicurazione». Nella prestazione sanitaria la ricevuta è la fattura (la guida alla ricevuta sanitaria spiega la differenza di linguaggio): consegnala in PDF dopo l'incasso. Per i titolari di TEAM il Ministero della Salute scrive che, quando la tessera non è utilizzabile, al rientro si può chiedere il rimborso alla propria assicurazione presentando le ricevute di pagamento e la documentazione sanitaria; la Commissione europea, nella pagina di Your Europe sui soggiorni di breve durata, conferma che chi paga direttamente le cure può chiedere il rimborso al proprio ente assicurativo. Importi e regole li fissa quell'ente, non tu: se vuole una traduzione o un modulo, è una sua richiesta e non un obbligo della legge italiana.

Schermata dimostrativa di Appuntoo: l'invio della fattura per email. Il testo parte dal modello salvato in Profilo studio, scheda Fatturazione, e si può modificare prima dell'invio.
Se paga un'assicurazione o un'azienda
Qui cambia il destinatario. Una fattura intestata a una società o a un'assicurazione con partita IVA segue un'altra strada: per l'Agenzia delle Entrate va emessa come fattura elettronica tramite SdI, senza il nome del paziente. Il Sistema TS, nella FAQ sulle spese sostenute da fondi e assicurazioni, precisa due cose: se la fattura è intestata al cittadino, la spesa va comunicata anche quando è l'assicurazione a pagare per suo conto; se manca un documento intestato al contribuente, la spesa non può essergli riferita e non va comunicata. Per un pagatore estero con partita IVA entrano in gioco regole sulle operazioni con l'estero che qui non trattiamo: chiedi al commercialista prima di emettere.
Gli errori più comuni con i pazienti stranieri
Per la privacy basta ricordare il principio di minimizzazione dei dati (articolo 5 del GDPR, come presentato dal Garante): raccogli quello che serve a fatturare, non di più.
Le domande da fare alla reception (anche in inglese)
Per chi sta al banco bastano quattro domande a decidere tutto. Se il compito è affidato a una collaboratrice, vale la pena stamparle; per l'organizzazione del ruolo c'è la guida alla segretaria di studio medico.
- Ha un codice fiscale italiano, di 16 lettere e numeri? Do you have an Italian tax code (codice fiscale), 16 letters and numbers?
- In quale Paese risiede? Which country do you live in?
- Le serve la fattura per chiedere un rimborso alla sua assicurazione? Do you need the invoice to claim a refund from your insurer?
- Paga lei o pagherà un'assicurazione o un'azienda? Will you pay yourself, or will an insurer or a company pay?
Come Appuntoo ti aiuta con i pazienti stranieri
Appuntoo è la scelta giusta per lo studio che vede pazienti stranieri: invia le fatture al Sistema TS gratis e senza limiti in tutti i piani, anche nel Free, tratta nati e residenti all'estero come casi normali dell'anagrafica, disattiva l'invio dove l'invio non ha senso e lo riduce a un comando dove serve. Le funzioni, verificate sul gestionale, sono queste.
Un'anagrafica che accetta i casi veri
Nel modulo paziente trovi «Nato all'estero» (nazionalità e città di nascita a testo libero), «Residente all'estero» (paese, città, indirizzo e CAP da scrivere a mano) e, per chi non ha un codice fiscale italiano, la casella «Identificativo fiscale estero», che accetta il valore che inserisci senza verificarlo. Per i nati in Italia Appuntoo calcola il codice fiscale dai dati anagrafici e, se il campo è vuoto, lo inserisce da solo; per i nati all'estero lo scrivi tu. La guida alla scheda paziente descrive il modulo campo per campo.
Una regola semplice: spunta «Identificativo fiscale estero» solo se il paziente non ha un codice fiscale italiano. Se ne ha uno, inseriscilo normalmente: con la casella attiva l'invio al Sistema TS resta disattivato anche con un codice valido.
La fattura dall'appuntamento, con i dati mancanti completati sul momento
Dal calendario apri l'appuntamento e crei la fattura. Se al paziente mancano nome, cognome, codice fiscale o residenza, la finestra te li fa completare lì e li salva anche in anagrafica. Poi invii il PDF al paziente per email dal gestionale, con un testo predefinito che puoi riscrivere (anche in inglese) prima di ogni invio.
Sistema TS: un clic dove ha senso, «Non inviabile» dove non ne ha
Nella lista delle fatture la colonna «Sistema TS» mostra lo stato di ogni documento. Per i pazienti con identificativo fiscale estero e per le fatture intestate ad aziende compare «Non inviabile» e l'azione di invio è disattivata: non rischi di spedire al Sistema TS un documento destinato allo scarto. Per un paziente con codice fiscale italiano invii dalla lista con un clic, scegliendo tipo spesa e natura IVA nella finestra d'invio vista sopra (precompilati con i tuoi valori e ricordati per la fattura successiva). L'invio non parte da solo all'emissione: lo avvii tu, fattura per fattura.

Schermata dimostrativa di Appuntoo: nella colonna Sistema TS, «Non inviabile» compare per le fatture intestate ad aziende (come quella dello studio in elenco) e per i pazienti con identificativo fiscale estero.
Stato e storico sempre sotto controllo
Dopo l'invio, nella scheda del paziente e nello storico del Sistema TS trovi stato, protocollo e importo di ogni documento. Le fatture inviate sono protette da modifica ed eliminazione per evitare disallineamenti; se devi correggerle, cancelli l'invio dal Sistema TS e puoi reinviare.
Prezzi chiari, Sistema TS in ogni piano
Il Sistema TS non è un modulo a pagamento. Ecco i piani e prezzi di Appuntoo; la prova di 14 giorni dei piani a pagamento non richiede la carta di credito e, al termine, l'account passa al Free.
Se il tuo studio è di fisioterapia, di odontoiatria, di psicologia, una pratica di medicina specialistica o un poliambulatorio, la configurazione è la stessa e le regole di questa guida valgono per tutti. Per scegliere il programma ci sono la checklist sul software di fatturazione per medici e il confronto dei migliori software di fatturazione sanitaria.
Dove Appuntoo si ferma
Per essere chiari fino in fondo, ecco i limiti verificati sul gestionale:
- Opposizione del paziente: Appuntoo non la gestisce. Per i documenti con opposizione usi la maschera del portale del Sistema TS.
- Paese di residenza: il PDF stampa indirizzo, CAP e città, non il Paese. Scrivilo in fondo al campo Città o Indirizzo (per esempio «Berlin, Germania»).
- Identificativo obbligatorio: per emettere la fattura il campo del codice fiscale deve avere un valore. Se il paziente non ha né codice fiscale italiano né identificativo estero, concorda con lui o con il commercialista quale dato usare e applica la stessa regola a tutti i pazienti.
- Lingua: il PDF della fattura e la pagina di prenotazione sono in italiano; il testo dell'email con cui spedisci la fattura lo puoi riscrivere prima di ogni invio.
- Soggetti esteri con partita IVA: Appuntoo non trasmette allo SdI, e l'esportazione XML dichiara sempre l'Italia come Paese del destinatario. Per società o assicurazioni estere serve il commercialista.
- TEAM, STP ed ENI: non hanno campi dedicati; se vuoi annotarli usa le note del paziente, solo quando serve davvero.
Per uno studio con pazienti stranieri occasionali o frequenti queste funzioni coprono l'intero flusso, dalla prenotazione alla fattura, fino all'invio dove l'invio esiste.
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Checklist: prima di consegnare la fattura a un paziente straniero
- Chiedi se ha un codice fiscale italiano di 16 caratteri e fatti mostrare la tessera sanitaria o il certificato di attribuzione.
- Registra nome e cognome come sul documento, data di nascita, residenza con Paese e un indirizzo email.
- Con il codice fiscale: inseriscilo. Senza: segna l'identificativo estero, senza inventare un codice.
- Descrivi la prestazione senza diagnosi e indica l'esenzione dell'articolo 10, n. 18, con il bollo se dovuto.
- Emetti in PDF o su carta: mai tramite SdI a una persona fisica.
- Con codice fiscale italiano: invia al Sistema TS (tipo spesa, pagamento) entro i termini. Senza: nessun invio e una nota in anagrafica.
- Se un paziente con codice fiscale italiano si oppone: non indicare il codice fiscale e usa il portale.
- Se paga una società o un'assicurazione: cambia destinatario e canale, e per un pagatore estero chiedi al commercialista.
- Consegna la fattura (è la ricevuta per il rimborso) e tieni il referto come documento a parte.
Fonti ufficiali consultate il 7 ottobre 2026
- Sistema TS: Allegato A, disciplinare tecnico (DM 18/7/2023); tabella dei codici di errore v1.1 (20/1/2021); calendario spese 2026; normativa del Sistema TS; FAQ per sezione (carattere generale, modalità di invio, strutture, aspetti tecnici, fondi e assicurazioni, medici).
- Agenzia delle Entrate: risposta a interpello n. 327/2019, FAQ sulle fatture per prestazioni sanitarie e guida alla tessera sanitaria (febbraio 2022), linkate nelle sezioni sopra.
- Normattiva: articoli 7-ter, 10 e 21 del DPR 633/1972; articolo 3 del D.Lgs. 175/2014; articolo 2 del D.Lgs. 81/2025; articolo 35 del D.Lgs. 286/1998; articolo 72 del D.Lgs. 10/2026.
- Ministero della Salute: pagina su TEAM in Italia (pagina datata 21/3/2013 dal Ministero) e pagina sull'assistenza ai cittadini extra UE in Italia (23/12/2024), secondo cui chi soggiorna temporaneamente in Italia per non più di 90 giorni, per esempio un turista extra-UE, ottiene le prestazioni sanitarie dietro pagamento delle tariffe regionali.
- Commissione europea: Your Europe, TEAM.
- STP ed ENI: INMP, Regione Lazio e ASL di Oristano, linkate sopra.
Domande frequenti
Devo fare la fattura a un paziente straniero che paga una sola visita?
Sì. La fattura si emette come per ogni altro paziente, su carta o in PDF, entro i termini ordinari. Il fatto che sia un turista non cambia né l'obbligo di fatturare né l'esenzione IVA della prestazione sanitaria. Per il documento completo c'è la guida alla fattura medica.
Posso emettere la fattura senza codice fiscale?
Sì, se il paziente è residente o domiciliato all'estero: l'articolo 21, comma 2, lettera f), richiede il codice fiscale solo per i destinatari residenti o domiciliati in Italia. Servono nome, cognome e residenza. In Appuntoo il campo del codice fiscale deve comunque contenere un valore: per chi non ha un codice italiano spunti «Identificativo fiscale estero» e inserisci il dato che concordi con il paziente o con il commercialista.
La fattura a un paziente straniero va inviata al Sistema TS?
Dipende solo dal codice fiscale. Se il paziente ha un codice fiscale italiano valido e non si oppone, sì, come per ogni altro paziente. Se non lo ha, le specifiche tecniche ufficiali prevedono lo scarto del documento senza codice fiscale: non c'è nulla da inviare, e conviene annotare il motivo in anagrafica. Nessuna fonte ufficiale lo dice con una frase dedicata ai pazienti stranieri: per un caso dubbio chiedi conferma all'assistenza del Sistema TS.
Posso inserire il codice STP o ENI al posto del codice fiscale?
No. STP ed ENI sono identificativi regionali per accedere alle cure del SSN, non codici fiscali. Le specifiche delle spese sanitarie prevedono il codice fiscale dell'assistito e un valore formalmente errato produce un errore bloccante (S011). Non usarli per forzare l'invio.
La TEAM vale nel mio studio privato?
Come titolo di accesso no: la TEAM dà diritto alle cure medicalmente necessarie nelle strutture pubbliche e private convenzionate del SSN e, per la Commissione europea, non copre l'assistenza sanitaria privata. Il paziente paga la prestazione e tu emetti la fattura come per ogni altro paziente. Al rientro potrà chiedere il rimborso alla propria assicurazione con ricevute e documentazione sanitaria.
Devo applicare l'IVA a un paziente straniero?
Se la prestazione è sanitaria e la rende un professionista abilitato, no: è esente ai sensi dell'articolo 10, n. 18, indipendentemente da cittadinanza e residenza del paziente. Per le prestazioni rese a chi non è soggetto passivo, il luogo dell'operazione è l'Italia quando il prestatore è stabilito in Italia (articolo 7-ter, comma 1, lettera b). Le prestazioni non sanitarie, come una perizia, seguono invece la regola ordinaria: la guida all'IVA sulle prestazioni sanitarie elenca i casi.
Posso fare la fattura elettronica via SdI a un paziente straniero?
No, se è una persona fisica. Per l'Agenzia delle Entrate (risposta n. 327/2019) le prestazioni sanitarie a persone fisiche, residenti e non residenti, non vanno documentate con fattura elettronica tramite SdI né comunicate con l'esterometro, e il divieto è oggi permanente (D.Lgs. 81/2025). Se il destinatario è una società o un'assicurazione con partita IVA, invece, la fattura elettronica è dovuta senza il nome del paziente.
Posso spuntare l'opposizione se il paziente non ha il codice fiscale?
No. L'opposizione è il diritto del cittadino di non rendere disponibili i suoi dati di spesa all'Agenzia delle Entrate: la indichi solo se il paziente l'ha esercitata. Indicarla per far accettare un documento senza codice fiscale contraddice la definizione ufficiale del campo.
Conclusione
Il paziente straniero non è un caso speciale: è un paziente con una domanda in più, quella sul codice fiscale italiano. Se c'è, la fattura va in PDF e i dati vanno al Sistema TS; se non c'è, la fattura va comunque emessa e consegnata, con i dati di residenza all'estero, e al Sistema TS non resta nulla da inviare. TEAM, STP ed ENI spiegano come il paziente accede alle cure pubbliche, non come tu fatturi in uno studio privato, e l'opposizione resta un diritto del paziente, non una scorciatoia dello studio.
Con un gestionale che distingue questi casi, la reception smette di improvvisare: la scheda del paziente dice se c'è un codice fiscale italiano, la lista fatture dice se l'invio ha senso, e il Sistema TS resta un clic gratuito. Se vuoi vedere il flusso con i tuoi dati, la prova dura 14 giorni e non chiede la carta di credito.
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